Page 384 - L'Italia in Guerra. Il quinto anno 1944 - L’Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi. (1944-1994)
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I PRIGIONIERI ITALIANI IN MANI ALLEATE
ROMAIN H. RAINERO
La situazione dei prigionieri militari italiani agli inizi del 1944 si pre-
senta stabile nella sua gravità: anche se la situazione politica italiana nella
parte dell'Italia soggetta al Regno del Sud, andava verso una sempre mag-
giore realizzazione di quella "cobelligeranza" sancita dal secondo armisti-
zio (di Malta del29 settembre 1943), essa non pareva avere avuto nessuna
influenza sulla sorte dei militari italiani tenuti prigionieri nelle più varie
parti del mondo dagli Alleati. Ovviamente il discorso di una eventuale
evoluzione della situazione dei prigionieri italiani non si può fare evocan-
do la situazione dell'Italia del Nord, quella della Repubblica Sociale Ita-
liana con la quale, permanendo lo stato di guerra con gli Alleati, non solo
non era pensabile avviare ad una qualche soluzione il problema, ma al
contrario esisteva vieppiù l'eventualità, con una guerra guerreggiata sul
territorio stesso della Penisola, di aumentare il bottino di prigionieri con
'nuovi' prigionieri, da trattarsi, forse, ancora peggio degli altri, dei primi,
del periodo 10 giugno 1940- 8 settembre 1943. Un'altra considerazione
andrebbe fatta a proposito degli Stati detentori dei prigionieri italiani; in-
fatti, se un certo controllo poteva essere fatto sui militari in mani anglo-
franco-americane, ben diversa era questa prospettiva per quelli trattenuti
dai sovietici. Per i primi vi era una precisa regolamentazione anche nu-
merica, per gli altri regnava solo incertezza. Il nostro proposito vuole
limitare la nostra indagine per il 1944 ai prigionieri in mani alleate anglo-
franco-americane; ma era necessario fare cenno, almeno a livello di pro-
blema, anche a quei prigionieri in mano sovietica che le stime ufficiali
italiane indicavano' di una consistenza oscillante tra un massimo di 80 000
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