Page 586 - L'Italia in Guerra. Il quinto anno 1944 - L’Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi. (1944-1994)
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PROBLEMI DELLA GIUSTIZIA 585
Ma nel campo politico e antipartigiano si scatenarono improvvisate
torme di inquisitori, tollerate o autorizzate dallé Autorità ufficiali e dai
Comandi tedeschi. A Milano imperversò la legione Muti agli ordini del-
l' autopromosso colonnello Colombo e le squadre dei tristemente noti Bos-
si, Bernasconi, Panfi, Vezzalini, Fiorentino che alternavano alla cattura
e alle torture degli uomini della Resistenza le ruberie dei loro beni e le
estorsioni ai danni dei loro familiari. Questi sgherri avevano trasformato
gli scantinati o le caserme in prigioni personali. Il più autorevole Bossi
disponeva di alcune celle nel carcere giudiziario. La banda Carità imper-
versò a Firenze e, poi, a Padova. A Roma in collaborazione con il questo-
re Caruso, e poi, a Milano infierì la terribile banda Kock. Erano tutte
masnade di scherani che calpestavano ogni principio civile. Le atroci tor-
ture erano il loro normale mezzo d'indagine; le percosse e le carcerazioni
arbitrarie gli strumenti di intimidazione e di rappresaglia.
La magistratura ordinaria, a sua volta minacciata, era impotente ad
arginare queste vessazioni.
Non mancarono le proteste degli uomini equilibrati della Repubbli-
ca di Salò. Il Ministro della Giustizia Pisenti cercò di frenare gli arresti
arbitrari e le detenzioni illegali. Soprattutto volle contenere le carcerazio-
ni senza limiti di tempo e dispose con propria circolare che i Procuratori
di Stato rimettessero in libertà gli arrestati se questi non venivano denun-
ciati entro dieci giorni a uno dei tanti uffici giudiziari ordinari o speciali
oppure ai tribunali militari germanici.
Ma l'unico risultato fu quello di porre in seri guai i magistrati che
avevano osato attuare tali disposizioni. E al ministro non rimase che ma-
nifestare a loro il proprio rammarico.
Tribunali militari degli eserciti occupati
La giurisdizione militare delle Corti anglo-americane fu sempre limi-
tata ai fatti lesivi delle loro operazioni di guerra, dei loro beni patrimoniali,
della disciplina militari delle situazioni dell'ordine pubblico che si riper-
cuotevano nell'andamento dei loro servizi. Durante l'amministrazione mi-
litare (AMGOT), le Allied Military Courts giudicarono anche in materia
di reati comuni che dovevano essere esemplarmente repressi. In provincia
di Agrigento un Tribunale di guerra condannò a morte due contadini col-
pevoli di rapina e di omicidio. Pure a morte venne condannato un bandi-
to che, con un complice, ucciso dai soldati durante l'azione criminosa, aveva
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