Page 318 - Dalla Battaglia d'arresto alla Vittoria - La storia e le emozioni attraverso le testimonianze dei protagonisti
P. 318

316                         Dalla Battaglia D’arresto alla Vittoria

                                              Armando Diaz

                        L’Esercito Austro-Ungarico è annientato





                     Il comandante supremo annunziò alle ore 12 del 4 novembre con un bollet-
                  tino il tracollo dell’esercito dell’impero austro – ungarico. La guerra non era
                  ufficialmente conclusa, mancavano ancora tre ore alla fine dei combattimenti,
                  ma il racconto in tempo reale dell’arditissima avanzata che ricaccia sempre
                  più indietro il nemico fuggente non lasciava dubbi: era l’annunzio della vitto-
                  ria. Veniva scritta una pagina memorabile della storia nazionale e poco impor-
                  ta che l’estensore del testo fosse in realtà il generale Domenico Siciliani, capo
                  dell’Ufficio Stampa del Comando Supremo: quel bollettino identificato con
                  il numero 1268 era e rimarrà sempre il Bollettino della Vittoria di Armando
                  Diaz. Il comandante supremo ricordava le unità alleate che avevano affiancato
                  quelle italiane nella battaglia in corso e oltre a quelle francesi, alle inglesi e
                  al reggimento statunitense, menzionava la 6ª Divisione Czeco -Slovacca co-
                  stituita dalle migliaia di militari della duplice monarchia passati nel corso del
                  conflitto nelle nostre linee sulla fronte italiana.
                     Il contenuto scolpito nel marmo o fuso nel bronzo esposto su tutti i mu-
                  nicipi d’Italia, nei musei del Risorgimento, in molti degli edifici scolastici e
                  delle sedi universitarie, divenne per numerosi anni di poi un testo familiare
                  per milioni di italiani che quel conflitto avevano vissuto in prima persona op-
                  pure ne avevano condiviso l’aspra realtà attraverso l’esperienza, spesse volte
                  drammatica, di familiari e di amici. Quei lettori saranno stati comunque fieri
                  e orgogliosi per l’impegno da tutti profuso che aveva finalmente portato alla
                  vittoriosa conclusione della lunga stagione delle lotte risorgimentali e costret-
                  to i resti di uno degli eserciti più forti del mondo a risalire in disordine e senza
                  speranza le valli, che avevano disceso con orgogliosa sicurezza.


                                                      ]
   313   314   315   316   317   318   319   320   321   322   323