Page 313 - Dalla Battaglia d'arresto alla Vittoria - La storia e le emozioni attraverso le testimonianze dei protagonisti
P. 313
La vittoria 311
La folla attende l’arrivo del re a Trieste
a quell’ordine che fa ancora più potente e più impressionante, e più fragorose
le ondate dell’entusiasmo? Quella forza si chiama: civiltà, senso innato della
disciplina di tutti e di ognuno!
Lentamente incomincia la manovra di attracco. Sul molo San Carlo in gran
parte sgombro ora possiamo vedere distintamente un compatto schieramento
militare. È un battaglione di formazione improvvisata composto di soldati di
varie armi di nazionalità boema. Amici, dunque.
Da dietro lo scafandro di una vecchia nave di legno in disarmo, che ha tutta
l’aria di essere in acqua da più di un secolo, spunta un canotto che stentata-
mente avanza a remi verso di noi. Non si distinguono che tre figure umane.
Due sono ai remi, la terza è in piedi e saluta con una bandiera tricolore. Gli
esuli triestini saliti a bordo con noi riconoscono Edmondo Puecher il capo
dei socialisti nazionali. Egli ha curato le sorti della città durante gli anni della
guerra; ha difeso arditamente le scuole italiane, la lingua nostra contro i tenta-
tivi di snaturamento degli slavi protetti dalla Luogotenenza. Il suo nome passa
di bocca in bocca.
Nel tratto di molo verso cui l’“Audace” avanza intanto si è formato un
gruppo di una cinquantina di persone con a capo il Podestà Valerio. Gli altri
sono i membri del Comitato Nazionale: ex consiglieri, e deputati delle disciol-
te rappresentanze cittadine. Cingono sciarpe e coccarde tricolori. Non manca-

