Page 311 - Dalla Battaglia d'arresto alla Vittoria - La storia e le emozioni attraverso le testimonianze dei protagonisti
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                                       Sbarco delle prime truppe italiane a Trieste

                    in movimento. E, pensate, la notte prima c’era stata la minaccia di una calata
                    slava dal Carso...».
                      Da una vecchia borsa sdrucita che si stringeva sotto il braccio un patriota
                    triestino, di cui non so il nome, si accosta al nostro gruppo, trae alcune copie di
                    un giornaletto grande non più di un quarto nei nostri quotidiani, e le dispiega
                    ritraendosi come se temesse un assalto...
                      «Queste sono copie del nuovo giornale italiano che esce dal 30 ottobre... Se
                    vogliono vederle... Però non posso darle».
                      Quasi ci avventiamo su quei pezzi di carta: sono copie de «La Nazione»,
                    il quotidiano improvvisato alla garibaldina, senza mezzi, da Silvio Benco, da
                    Giulio Cesari, direttori, e dai vecchi redattori del «Piccolo». I giovani, Ma-
                    rio Alberti, Giuseppe Stefani, Mario Nordio, sono partiti volontari allo scop-
                    pio  della  guerra  e  si  trovano  ancora  alle  armi.  Essi  non  potranno  salutare
                    l’“Audace” all’attracco, davanti a quella che, tra breve, per grida di popolo,
                    verrà battezzata Piazza dell’Unità d’Italia.

                                                     * * *

                      Ora l’“Audace” rallenta la corsa. Siamo entrati nel canale che si apre libero
                    tra la costa e i campi di mine. Incomincia il difficile epilogo dell’attraversata.
                    Starita non batte ciglio. Il nostromo che gli è a fianco tace con aria soddisfat-
                    ta. Prima, quando filavamo veloci, lontani dalla terraferma, sembrava che il
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