Page 412 - GUIDA AGLI ARCHIVI DELL’UFFICIO STORICO DELL’AERONAUTICA MILITARE
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PARTE SECONDA - I FONDI ARCHIVISTICI

                             Milano, comandata dal cap. Natale Veronesi e con sede operativa a Roma. Nel 1944, per limiti
                             d’età, fu posto tra gli ufficiali della riserva e poi congedato nel 1945. Tra le attività non legate
                             alla carriera militare, oltre alle già ricordate esperienze della Helios e della Friuli-Fabbrica di
                             aeroplani monoplani, nel 1941 lavorò per la famiglia Caproni, nel 1944 divenne direttore della
                             Ditta G. Sivieri di Roma e, dal 1946, rappresentante della Moto agricola industriale G. Maniero
                             di Conselve. Infine, nel 1917 pubblicò L’aeroplano. Storia, teoria, costruzione, volume che
                             ben presto divenne anche libro di testo in molti campi scuola di pilotaggio. Morì l’8 luglio
                             1953.
                             La documentazione è stata donata all’USAM in data non individuata dagli eredi di

                             V. Si tratta di corrispondenza, memorie e ritagli stampa sul progetto e utilizzazione
                             del monoplano Friuli. Inoltre, è presente il manoscritto del volume L’aeroplano.
                             Storia, teoria, costruzione (1917) e relativa rassegna stampa contenente le recen-

                             sioni alla pubblicazione.


                             M i s c e l l a n e a  c a r t e  e  d o c u m e n t i  p e r s o n a l i ,  fascc.
                             4, diario 1 e libretto 1 (1915-2000).

                             < Italo Balbo > 1926-1930 ca, libretto 1.
                             Nacque il 6 giugno 1896 a Quartesana. Partecipò alla Prima guerra mondiale inizialmente
                             come ufficiale degli Alpini e poi come comandante di un reparto di Arditi. Fondatore del fa-
                             scismo ferrarese, fu uno dei capi più in vista di quello padano e si distinse nell’organizzazione
                             di violente spedizioni squadriste. In tale periodo assunse spesso posizioni estremistiche contro
                             lo stesso Benito Mussolini e, nel 1921, si oppose al “patto di pacificazione” tra fascisti e so-
                             cialisti. Quadrumviro della marcia su Roma, ricoprì, in seguito, varie cariche ed ebbe un ruolo
                             di spicco nella storia e nell’organizzazione dell’Aeronautica italiana. Fu, infatti, sottosegre-
                             tario di Stato per l’Aeronautica nel 1926 e poi ministro dell’Aeronautica nel 1929-1933;
                             unendo addestramento collettivo e propaganda, concepì e diresse personalmente quattro cro-
                             ciere aeree di massa, ossia la crociera del Mediterraneo occidentale del 1928, la crociera del
                             Mediterraneo orientale del 1929, la crociera aerea transatlantica Italia-Brasile del 1930-1931
                             e la crociera aerea transatlantica del 1933 (del decennale). L’eco mondiale che suscitò que-
                             st’ultima rappresentò il culmine del successo personale di B. e Mussolini lo promosse al grado,
                             appositamente creato, di maresciallo dell’aria e poi, per gelosia o per timore, nel gennaio
                             1934 lo nominò governatore generale della Libia. Nell’aprile 1937 B. assunse il comando
                             delle Forze armate della Colonia e, nonostante la sua posizione filo-occidentale e la sua av-
                             versione per l’alleanza con la Germania, rispose all’entrata in guerra dell’Italia con il solito
                             attivismo. Morì il 29 giugno 1940 quando, in volo di ricognizione, il suo trimotore fu abbattuto
                             sui cieli di Tobruch. La sua morte fu oggetto di numerose congetture e ipotesi su misteriosi
                             complotti che fecero anche correre la voce di un attentato voluto da Mussolini, “invidioso”
                             dei successi di B. In realtà, le successive indagini storiche, su cui concordò anche la famiglia
                             Balbo, propendono, in modo pressoché unanime, con la tesi di un tragico incidente ed errore
                             da parte della contraerea italiana.



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