Page 158 - Il Generale Giuseppe GARIBALDI
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                   concordemente imputarono ai capi, anziché a loro, le cause della sconfitta.
                      Il maggior tarlo, infatti, era nei quadri. Gli ufficiali in massima parte era-
                   no invecchiati e impoltriti. Non godevano molta fama i generali, taluni dei
                   quali erano vecchi carbonari e costituzionali del ‘20; buoni professionalmen-
                   te ma liberalizzanti erano gli ufficiali d’artiglieria, genio e Stato Maggiore; più
                   sicuri gli ufficiali di linea, ma incolti, poveri, e non sempre solleciti di tenere
                   alto il loro prestigio.
                      Nelle lettere che Francesco II dirigeva al Lanza il 20 e 21 maggio si trova-
                   no alcuni giudizi sui generali e ufficiali di Stato Maggiore, che è interessante
                   conoscere: «Rimandate in Napoli i brigadieri Primerano e Fiorenza, che in-
                   tendo sostituire subito col brigadiere Colonna e col colonnello Bartolomeo
                   Marra, ufficiali entrambi di noto coraggio e tali che i periodi non fanno velo
                   alla loro ragione, e temo che non tutti quelli che avete costà possansi vantare
                   siffatta qualità.
                      «Termino questa lettera con raccomandarvi di fidar solo nei vostri lumi e
                   nella vostra esperienza, e di non dimandare consigli a chicchessia, mentre voi
                   farete certamente pel meglio, e niuno di coloro che da voi dipende può appre-
                   starvi utili suggerimenti».
                      «...Se qualche generale, ufficiale di Stato Maggiore od altri, con le ciarle e
                   non saper fare, si rendesse inutile e dannoso, avete tutta la facoltà di metter-
                   lo sul vapore e mandarlo qui».
                      Tuttavia è doveroso ricordare che anche fra gli ufficiali c’erano elementi
                   ottimi, taluno dei quali acquistò poi bella fama nell’esercito nazionale.
                      Nel maggio il Corpo d’armata di Sicilia era così costituito:
                      Comandante in capo, tenente generale Paolo Ruffo, principe di Castelci-
                   cala;
                      l Divisione, maresciallo di campo Ferdinando Lanza:
                      a
                      brigata Flores (Pasquale): 4 battaglioni cacciatori, 1 batteria, 1 compagnia
                   artiglieria, 1 pionieri;
                      brigata Cataldo: 2 reggimenti di linea, 1 cacciatori a cavallo, 1 batteria.
                       a
                      2 Divisione, maresciallo di campo Zola:
                      brigata Salzano: 2 reggimenti di linea, 1 batteria;
                      brigata Afan de Rivera: 1 reggimento di linea, 1 estero, 2 batterie.
                      3 Divisione, maresciallo di campo Colonna:
                       a
                      brigata Flores (Filippo): 1 reggimento di linea, 2 batterie, 2 compagnie
                   pionieri;
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