Page 155 - Il Generale Giuseppe GARIBALDI
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                                                LA CAMPAGNA DEL 1859                      153




                      le Legazioni e della Toscana, da dove dovevano essere richiamati i commissa-
                      ri sardi, per dare a quei popoli la libertà di governarsi da sé. I governi provvi-
                      sori costituitisi in quelle regioni si unirono - com’è noto - nella Lega dell’Ita-
                      lia Centrale, il cui primo pensiero fu di provvedere alla propria difesa, chia-
                      mando al comando delle Divisioni toscana, romagnola ed emiliana rispettiva
                      mente Garibaldi, Pietro Roselli e Luigi Mezzacapo.
                         Garibaldi, lasciati i valorosi compagni di Varese e di S. Fermo, il 30 ago-
                      sto si recò a Modena ad assumervi il comando della Divisione toscana - già
                      agli ordini del generale Ulloa - che, nel ritorno dal Mincio, era stata trattenu-
                      ta a tutela delle provincie dell’Emilia. Poco dopo il generale Manfredo Fanti,
                      dispensato dal servizio nell’esercito sardo, assumeva il comando dell’esercito
                      della Lega e nominava comandante in seconda il generale Garibaldi.
                         La difficile posizione in cui vennero a trovarsi i due generali in quei mesi
                      turbinosi e gravidi di eventi è abbastanza conosciuta e noti sono i cordiali col-
                      loqui che Garibaldi ebbe in quell’epoca col Re, il quale, con profetica intui-
                      zione, il 16 novembre pregò l’Eroe di ritirarsi dal servizio della Lega, nella cer-
                      tezza che presto la Patria avrebbe avuto bisogno di lui. E Garibaldi, facendo
                      tacere ogni considerazione personale, serenamente obbedì. Date le dimissio-
                      ni dal comando sino allora tenuto, partì per Nizza e poi per Caprera.
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