Page 150 - Il Generale Giuseppe GARIBALDI
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to in sostegno dei Cacciatori delle Alpi. Fu allora che Garibaldi spedì a Co-
senz l’ordine accennato di ritirarsi.
Alle 14 il combattimento era finito. L’Urban, nonostante l’insperato suc-
cesso ottenuto, non inseguì, con i suoi 4000 che aveva alla mano, i 1400 vo-
lontari che, con temeraria audacia, lo avevano attaccato per la terza volta in
pochi giorni. A fargli troncare il combattimento aveva pure contribuito la no-
tizia, avuta dagli esploratori, dell’avanzarsi del generale Cialdini. Questi difat-
ti accorreva a sostegno di Garibaldi, precedendo la Divisone con una colon-
na leggera di un reggimento di cavalleria, due battaglioni bersaglieri e una
batteria.
Se in questo combattimento fu ammirevole lo slancio dei garibaldini e del
colonnello Türr, merita di essere rilevato l’esatto intuito tattico di Enrico Co-
senz, il quale con imperturbabile freddezza non si lasciò mai sopraffare, ma
seppe difendersi attaccando. Il Re, scrivendo due giorni dopo al generale, gli
faceva i suoi complimenti sul movimento del giorno 15, per il modo cioè col
quale i volontari si erano abilmente disimpegnati in quella lotta ineguale,
esprimeva il proprio rincrescimento per le gravi perdite da essi sofferte e rac-
comandava all’ardito condottiero di essere prudente «massime nella sua pri-
ma marcia in prossimità di forze di gran lunga superiori alle sue». Effettiva-
mente le perdite, data l’esiguità delle truppe impegnate, non eran state lievi,
ammontando in totale a 154, di fronte a 109 degli imperiali.
È questo di Treponti il primo combattimento di qualche entità non diret-
to da Garibaldi in persona. Se egli non vide lo svolgersi dell’azione, gli risul-
tò però che il 1° reggimento si era comportato con molta bravura, condotto
dai prodi colonnelli Cosenz e Türr. Assistette invece alla ritirata di quel reg-
gimento e con crude parole manifestò il proprio malcontento per aver visto
dei reparti ritirarsi come turbe impaurite, ammucchiati invece che in catena
e, conoscitore com’era del cuore umano, diceva loro: «I Cacciatori delle Alpi,
che sì giustamente meritarono il titolo di valorosi negli scontri antecedenti,
non solo non vorrei che fossero stati veduti in tale ritirata dai prodi degli eser-
citi francesi e italiano, ma nemmeno dalle donne».
Quel combattimento, del resto, anche se tatticamente poco importante,
non era rimasto senza effetto. Come ci narra la relazione ufficiale austriaca,
due Corpi d’armata e la Divisione di cavalleria si misero in misura, con lode-
vole iniziativa, di accorrere in soccorso della Divisione Urban impegnata con

