Page 148 - Il Generale Giuseppe GARIBALDI
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                   Garibaldi doveva far riparare alla meglio il ponte del Bettoletto sul Chiese,
                   a settentrione dello stradale Brescia-Lonato. Ma avendo poi l’Imperatore
                   cambiato parere, stante il pericolo di allontanare ancora di più le truppe sar-
                   de dall’Armata francese, invitò il Re a rimanere sul Mella, sicché l’ordinato
                   movimento venne controcomandato: il contrordine, inviato all’alba del 15,
                   arrivò in tempo per arrestare, nell’atto che si metteva in marcia, la Divisio-
                   ne di cavalleria, che rimase a Torbole, ma non pervenne - per ragioni rima-
                   ste ignote - a Garibaldi, il quale alle 5 del mattino incamminò la Brigata ver-
                   so il Chiese.
                      Le guide a cavallo, che come sempre disimpegnarono un servizio com-
                   mendevolissimo, non tardarono a segnalare, sulla ferrovia a sud di Treponti,
                   gli avamposti della Divisione Urban. Il generale Garibaldi, dopo di aver atte-
                   so alquanto la Divisione di cavalleria a Rezzato, non vedendola comparire ne
                   mandò avviso al Re informandolo ch’egli intanto continuava la marcia per
                   eseguire l’ordine ricevuto riguardo al ponte del Bettoletto: e riprese la marcia.
                      Giunto a Treponti, dispose fra questa località e Bettola di Ciliverghe, a
                   protezione del proprio fianco destro minacciato da vicino dal nemico, il reg-
                   gimento Cosenz e un battaglione del 2° reggimento con una squadra di cara-
                   binieri genovesi, agli ordini dello stesso Medici, e col resto della colonna si av-
                   viò egli stesso al ponte del Bettoletto.
                      La situazione però non era chiara, tanto che Garibaldi, uso a dar ordini
                   precisi, sentendo poco dopo una breve fucilata, tornò indietro e ordinò al co-
                   lonnello Türr di far occupare da due compagnie del reggimento Cosenz lo
                   sbocco di Treponti verso Castenedolo e di riconoscere bene il nemico verso
                   sud; lasciò inoltre, ad ogni buon fine, altre tre compagnie del reggimento Ar-
                   duino, gli ordini del capitano Croce, a sostegno di Medici e, raccomandato
                   di tener fermo ad ogni costo sino all’arrivo della Divisione di cavalleria, rag-
                   giunse la testa della colonna avviata al ponte del Bettoletto.
                      Durante l’assenza del condottiero si svolse rapido e sanguinoso il combat-
                   timento che prese nome da Treponti, altrimenti detto anche di Castenedolo
                   o di Rezzato.
                      Verso le ore 7,30 una ricognizione nemica urtò in una occupazione avan-
                   zata del reggimento Cosenz e fu facilmente respinta. Un’ora dopo tre compa-
                   gnie vennero avanti in ordine di combattimento e furono pur esse respinte
                   con un doppio contrattacco, di fronte e di fianco.
                      Non contento di questo primo favorevole successo, l’animoso Cosenz, per
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