Page 147 - Il Generale Giuseppe GARIBALDI
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impag. Libro garib CISM  19-02-2008  13:12  Pagina 145








                                                LA CAMPAGNA DEL 1859                      145




                      Brescia e, passando a settentrione di monte Orfano, allo scopo di evitare lo
                      stradale battuto dagli imperiali, alle 9 del giorno 13 entrarono in Brescia, in
                      mezzo all’entusiasmo travolgente di quella patriottica popolazione, in cui vi-
                      vida era sempre la memoria delle eroiche dieci giornate del ‘49. Ad essa Ga-
                      ribaldi rivolse un vibrante proclama, rilevando il sublime spettacolo che ave-
                      va presentato la città al primo suono della campana d’allarme e incitando i
                      cittadini ad accorrere ad ingrossare le file dei volontari e a vendicare i fratelli
                      morti sui campi di battaglia o nelle segrete di Mantova, concludeva: «Nulla
                      vi paia poco per riconquistare la vostra indipendenza. Il vessillo tricolore, ido-
                      lo delle anime nostre, sventola al di sopra dei nostri capi e vi comanda la devo-
                      zione e l’amore della Patria».
                         La Divisione Urban dai dintorni di Chiari, dove si trovava il giorno 12, si
                      recò per Maclodio ad Azzano, una decina di chilometri a sud-ovest di Brescia,
                      con marcia parallela a quella dei Cacciatori delle Alpi, ma con dodici ore di ri-
                      tardo. Questi avevano percorso 60 chilometri, marciando due notti e un gior-
                      no di seguito, con brevissime soste, per strade non comode e pioggia continua:
                      il loro condottiero, ch’essi adoravano e che non perdeva occasione per tenerne
                      elevate le forze morali, tanto più quanto depresse erano quelle fisiche, rilevò
                      con elettrizzanti parole, in un ordine del giorno, lo sforzo da essi compiuto.
                         L’avanzarsi di quei duemila garibaldini su Brescia aveva fatto credere all’av-
                      versario che marciassero sulla città 25.000 uomini con i generali Niel e Cial-
                      dini, sì che crebbe la loro apprensione di essere aggirati da nord prima di
                      giungere sul Chiese.
                         Il 14 giugno - l’indomani dell’entrata di Garibaldi in Brescia - l’intera Ar-
                      mata sarda arrivava nei pressi della città, precedendo di 40 chilometri l’Arma-
                      ta francese, costretta a procedere più lentamente per le difficoltà del vettova-
                      gliamento. Alla sera entrava in Brescia la Divisione Cialdini e ne usciva la bri-
                      gata Cacciatori delle Alpi, che andava a S. Eufemia della Fonte, 3 chilometri
                      dalla città, sullo stradale di Verona. Gli imperiali stavano quella sera tra Mel-
                      la e Chiese e più ad oriente, con la Divisione Urban, a Castenedolo, 8 chilo-
                      metri circa a sud-est di Brescia, fronte a nord.
                         La sera di quello stesso giorno 14 il comando dell’Armata sarda, in segui-
                      to alla volontà espressa dall’Imperatore al Re che truppe sarde fossero spin-
                      te di là dal Chiese, dispose che la Brigata Cacciatori delle Alpi e la Divisio-
                      ne di cavalleria di Sambuy - previ accordi reciproci - movessero il mattino
                      del 15 su Lonato per osservare le mosse del nemico. Frattanto il generale
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