Page 142 - Il Generale Giuseppe GARIBALDI
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140 IL GENERALE GIUSEPPE GARIBALDI
Alessandria il comando supremo dell’Armata franco sarda, comunicava al Re,
in un convegno tenutosi a Casale, il piano di trasportare verso nord, con un
grande movimento di fianco coperto dall’Armata sarda, l’intera Armata fran-
cese, allora concentrata tra Alessandria, Valenza, Voghera e Tortona, per pren-
dere l’offensiva da Vercelli e per Novara e Magenta aggirare la destra nemica,
puntando su Milano. Senonché il combattimento di Montebello, avvenuto in
quel giorno, aveva fatto supporre che gli imperiali attaccassero da sud, per cui
quel piano venne sospeso. Ma il 26 maggio - quando già Garibaldi combatte-
va a Varese - palesatesi le difficoltà di mettere in atto tanto la soluzione di at-
taccare gli imperiali da sud, sulla loro sinistra, quanto quella di attaccarli sul
centro, l’Imperatore si appigliò definitivamente al primitivo piano del grande
spostamento verso nord, su Vercelli, che i Sardi protessero schierati sulla Sesia.
Gli imperiali nonostante che la loro attenzione fosse richiamata verso nord
dalle ardite operazioni garibaldine - che cedettero una finta - non si mossero e
continuarono nella loro convinzione di essere attaccati da sud, sino al 29 - due
giorni dopo la presa di Como da parte di Garibaldi - quando, dalle informa-
zioni ricevute, cominciarono a temere un forte attacco su Vercelli.
Il 30 mattina - mentre i Cacciatori delle Alpi da Varese marciavano su La-
veno - l’Armata sarda passò la Sesia a Vercelli per meglio coprire il grande mo-
vimento aggirante dei Francesi e con una puntata su Mortara continuare a te-
nere l’avversario in errore circa i veri intendimenti degli alleati: ne vennero i
gloriosi combattimenti di Palestro e di Vinzaglio il 30, di Palestro e Confien-
za il 31, combattimenti che permisero ai Francesi di compiere la marcia ver-
so nord, sboccare da Vercelli e dirigersi su Novara senza attirare l’attenzione
del nemico, il quale, avendo combattuto quasi con sole truppe sarde, restò
sempre più disorientato sulle vere intenzioni degli alleati.
Il 1 ° giugno i Francesi terminarono il passaggio della Sesia ed arrivarono
con tre Corpi d’armata a Novara, dove si concentrarono con tutte le forze il
giorno 3, mettendo saldo piede sulla sinistra del Ticino col combattimento di
Robecchetto (Turbigo).
Quando, in quello stesso giorno 3 giugno, il generale Gyulai fu finalmen-
te informato che forti masse franco-sarde marciavano su Novara, diede ordi-
ne per la ritirata delle truppe dietro il Ticino, mentre l’Urban, saputo del pas-
saggio del Ticino da parte degli alleati, si spostava su Gallarate lasciando a Va-
rese una Brigata con distaccamenti a Somma e a Tradate.
La Brigata dei Cacciatori delle Alpi rimase a Como sino al 5 giugno, l’in-

