Page 137 - Il Generale Giuseppe GARIBALDI
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impag. Libro garib CISM  19-02-2008  13:12  Pagina 135








                                                LA CAMPAGNA DEL 1859                      135




                         L’indomani mattina, alle 3, continuò la marcia per Gavirate su S. Andrea,
                      dove sostò spingendo gli avamposti sino a Gemonio, 15 chilometri circa da
                      Varese e 6 da Laveno. Quivi apprese che il presidio di Laveno ammontava a
                      600 uomini, dei quali una ottantina nel forte, sul promontorio di S. Miche-
                      le, dominante il paese ed il lago. Con quella prontezza di decisione sua pro-
                      pria, il generale divisò senz’altro di sorprendere nella notte il forte. Affidò l’o-
                      perazione al solo reggimento Cosenz, per mantenersi alla mano truppe suffi-
                      cienti ad assicurarsi le spalle minacciate dall’Urban, che le informazioni dava-
                      no già ritornato nei pressi di Varese. Il 1° reggimento, insieme con l’artiglie-
                      ria, si avanzò pertanto sino a 3 chilometri da Laveno, a Cittiglio; il 2° occu-
                      pò Brenta, sulla strada di Cassano Valcuvia, e il 3° Gemonio ed Azzio sulla
                      strada di Cuvio, in modo che risultavano guardate e la via diretta per Varese
                      e quelle per i monti attraverso Valcuvia e Valganna.
                         Nonostante la pioggia insistente che impediva la vista, volle di persona ri-
                      conoscere, per quanto possibile, le posizioni dal poggio di Mombello a sud di
                      Laveno, accompagnato dal colonnello Cosenz e da altri ufficiali e guidato da
                      persone del paese. Dopo di che ordinò al Cosenz di avanzarsi a mezzanotte
                      sino a qualche centinaio di metri dal paese e di staccare quindi tre compagnie
                      col maggiore Marocchetti il quale, dopo di avere immobilizzato, con pochi
                      uomini, una guardia nemica che stava allo sbocco orientale di Laveno, pres-
                      so la chiesa di S. Maria, doveva girare per un sentiero dietro il paese, sulle
                      pendici del Sasso del Ferro - che lo sovrasta da nord - sino alla via che saliva
                      al forte. Quivi giunto, il maggiore avrebbe spiccato due compagnie - Bron-
                      zetti e Landi - ad aggirare e ad attaccare il forte, irrompendo per le cannonie-
                      re rispettivamente da nord e da sud. Una piccola colonna con due obici do-
                      veva percorrere la mulattiera lungo la falda orientale del Sasso del Ferro e, per
                      Vararo e Monteggia, scendere sul forte e batterlo da nord-est. Nel contempo
                      Bixio e Simonetta vennero inviati sulla sponda sarda del lago, ad Intra, per ri-
                      unirvi gente armata là pronta e tentare con essa, attraverso il lago, la sorpre-
                      sa dei vapori nemici ancorati nella rada di Laveno.
                         Ma l’impresa arditissima fallì, soprattutto per l’oscurità fonda e l’inabilità
                      della gente del paese che faceva da guida. Non riuscita la sorpresa del posto
                      di guardia di S. Maria, il quale diede l’allarme al presidio di Laveno che, aven-
                      do avuto sentore degli intenti di Garibaldi, si teneva pronto, il risultato del-
                      l’azione fu senz’altro compromesso. Riuscì bensì a parte della compagnia
                      Landi di penetrare nel camminamento del forte, dove s’impegnò una lotta fu-
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