Page 133 - Il Generale Giuseppe GARIBALDI
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impag. Libro garib CISM  19-02-2008  13:12  Pagina 131








                                                LA CAMPAGNA DEL 1859                      131




                         Ordinò pertanto al reggimento Medici di attaccare la posizione di S. Fer-
                      mo, che sovrasta alla strada che da Cavallesca conduce a S. Fermo stesso e che
                      il nemico aveva rafforzato ed occupava ad arco con la concavità rivolta verso
                      i garibaldini; le altre truppe dovevano restare in posizione di attesa a Cavallesca.
                         Il tenente colonnello Medici ordinò quindi: alla compagnia De Cristofo-
                      ris, rincalzata dalla Susini Millelire, di attaccare S. Fermo di fronte, non ap-
                      pena avesse udito il rumore delle fucilate della colonna di sinistra, formata
                      dalla compagnia Pellegrino e dai carabinieri genovesi del capitano Paggi, agli
                      ordini tutti del capitano dello Stato Maggiore Cenni, colonna che doveva da
                      Cavallesca girare a sinistra per un sentiero attraverso le colline ed attaccare di
                      fianco la posizione di S. Fermo: alla compagnia Vacchieri di fiancheggiare
                      l’attacco a destra e minacciare la ritirata del nemico su Camerlata, a sud di
                      Como. Il resto del reggimento seguiva in riserva.
                         Ma una vivace e prematura scarica di pochi fucili della colonna di sinistra
                      indusse l’animoso capitano De Cristoforis a lanciare all’attacco dell’oratorio
                      di S. Fermo i suoi valorosi, senza alcuna preparazione di fuoco, sicché furo-
                      no presi all’improvviso sotto un tiro vivissimo e preciso e costretti a ripararsi
                      al coperto di una cascina. Il Medici, coadiuvato dal maggiore Sacchi, fece al-
                      lora appoggiare l’attacco a sinistra da un’altra compagnia e lanciò di nuovo al-
                      la baionetta la compagnia De Cristoforis, seguita dalla compagnia Susini, e
                      fiancheggiata a destra dalla compagnia Migliavacca. L’attacco fu così irruente
                      e condotto con tanto sprezzo del pericolo che ebbe ragione del fuoco mici-
                      diale del nemico e l’oratorio di S. Fermo, forte caposaldo della difesa, fu pre-
                      so, mentre le mosse aggiranti alle ali inducevano l’intera linea avversaria a ri-
                      tirarsi a sud-est, verso Rondineto. Tutti gli ufficiali della 3ª compagnia erano
                      caduti valorosamente: morti il capitano De Cristoforis e i sottotenenti Pedotti
                      e Cartellieri, ferito il tenente Guerzoni.
                         Occupato S. Fermo, il Medici si lanciò all’inseguimento con 250 volontari
                      abilmente guidati dal capitano Gorini: prima di Rondineto fu contrattaccato da
                      rinforzi austriaci accorsi da Breccia, ma li respinse a fucilate e con la baionetta.
                         In tal modo le alture che sovrastano Como erano prese e venivano senz’al-
                      tro saldamente occupate dai cacciatori dei maggiori Quintini e Bixio e da
                      quelli del tenente colonnello Cosenz. Questi, dopo di aver fatto esplorare il
                      terreno a sud di S. Fermo, arrestò parte delle truppe nemiche che accorreva-
                      no da Como agli ordini del generale Augustin, mentre il rimanente veniva
                      travolto dal Medici.
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