Page 130 - Il Generale Giuseppe GARIBALDI
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                   so nemico procedeva su due colonne a cavallo dello stradale ed una colonna
                   minore era spiccata sulla sinistra per prendere di fianco e di rovescio la destra
                   della difesa, l’artiglieria batteva le barricate a nord di Varese, a Biumo Inferio-
                   re e Biumo Superiore. I volontari, che avevano ordini precisi di non fare fuo-
                   co che a cinquanta passi e di gettarsi senz’altro alla baionetta, attesero di piè
                   fermo, con la calma di soldati provetti. Le due colonne austriache andarono
                   a dar di cozzo nelle truppe del reggimento Medici e la colonna minore fu as-
                   salita, soverchiata e respinta da quello di Cosenz, proprio quando il tenente
                   colonnello Medici contrattaccava frontalmente alla baionetta con parte dei
                   suoi. Il duplice attacco sulla fronte e sul fianco disorientò il generale austria-
                   co che, ritenendo di non essere in forze sufficienti per impadronirsi di Vare-
                   se, alle 7, ordinò la ritirata.
                      Mentre il Medici, preceduto da pochi cacciatori a cavallo, muoveva all’in-
                   seguimento su Malnate, Garibaldi, che da un poggio di Biumo Superiore ave-
                   va scorto ogni mossa del nemico, vistolo ritirarsi, spinse ad inseguirlo anche
                   il reggimento Arduino e quindi di galoppo raggiunse le truppe del Medici.
                   Verso le 10 un nuovo sanguinoso combattimento si accese presso Malnate
                   contro la retroguardia nemica che, con alcune compagnie e due pezzi, aveva
                   preso posizione sui poggi di S. Salvatore. Il battaglione Bixio, preceduto dai
                   carabinieri genovesi, attaccò valorosamente ma fu respinto, finché le truppe
                   del Medici, animate dalla presenza del generale stesso, seguito dal figlio Me-
                   notti, si gettarono impetuosamente sugli imperiali e, verso le 12, li costrinse-
                   ro a ritirarsi definitivamente.
                      Le difficoltà del terreno, che offrivano buoni appigli alle retroguardie del
                   nemico, e soprattutto la notizia che un suo distaccamento si avanzava da
                   nord-est su Varese, sconsigliarono di spingere oltre l’azione.
                      Gli imperiali che avevano attaccato  Varese non superavano di molto i
                   4000 fucili, sostenuti da 8 pezzi, ma eran stati contrattaccati e respinti da po-
                   co più di 3000 volontari, senza cannoni, i quali in questo primo fatto d’armi
                   combatterono con tanta audacia, sotto gli occhi del loro duce, che l’Urban
                   ebbe a credere di essere stato costretto alla ritirata da 6-7000 uomini.
                      I Cacciatori delle Alpi avevano perduto 85 uomini, tra cui 22 morti e un
                   prigioniero: tra i caduti il giovane Ernesto Cairoli, il primo dei quattro fratel-
                   li Cairoli morto per la Patria. Gli imperiali perdettero 105 uomini, oltre una
                   trentina di prigionieri fatti dai garibaldini.
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