Page 149 - Il Generale Giuseppe GARIBALDI
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impag. Libro garib CISM  19-02-2008  13:12  Pagina 147








                                                LA CAMPAGNA DEL 1859                      147




                      guadagnare maggior terreno a sud dello stradale di Brescia, si spinse sino al-
                      l’argine della ferrovia, mentre il colonnello Türr con una compagnia si avan-
                      zava a destra. Trovata resistenza, chiamarono in linea nuove truppe e - forse
                      con più valore che prudenza - continuarono l’avanzata. Il prode colonnello
                      ungherese si spinse così - per un altro paio di chilometri - sino a sud di S. Gia-
                      como, con tutte le truppe che potè aver sottomano, lasciando in riserva la so-
                      la compagnia del capitano Bronzetti, mentre a sinistra il tenente colonnello
                      Cosenz continuava pur esso ad avanzare nell’intento di tagliare al nemico la
                      ritirata su Montichiari. Senonché arrivato a nord di Macina - qualche centi-
                      naio di metri ad oriente di Castenedolo - potè appurare come le forze del ne-
                      mico, che occupavano la parte orientale delle leggere elevazioni su cui sorge
                      il paese, fossero di gran lunga superiori alle sue, che non superavano i 900 fu-
                      cili e che erano ormai distanti un cinque chilometri dal grosso della Brigata:
                      ritenne pertanto temerario avventurarsi con forze così deboli contro la forte
                      e ben guarnita posizione nemica e fece suonare il segnale di alt.
                         Ma proprio in quel mentre il colonnello Türr, ch’era all’ala destra, chiama-
                      ta a sé la compagnia Bronzetti, lanciava le truppe all’assalto. Con un senso di
                      cameratismo economiabilissimo, l’imperterrito Cosenz, pur così inferiore di
                      forze, assecondò l’attacco già iniziato e spinse senz’altro all’assalto i suoi valo-
                      rosi. A sorreggere l’occupazione avanzata degli imperiali, che cedevano all’im-
                      peto dei volontari, accorsero verso le ore 11, inviate dall’Urban, truppe fre-
                      sche, che contrattaccarono e ricacciarono la destra dei garibaldini, assottiglia-
                      ta dalle perdite e frammischiata in quel terreno frastagliato: caddero trafìtti a
                      morte Narciso Bronzetti, «il prode dei prodi», e il tenente Gradenigo. Tra i
                      cinque ufficiali feriti, il colonnello Türr.
                         Mentre la destra dei cacciatori così cedeva, il nemico si gettava pure sulla
                      sinistra, che si ritirò anch’essa; ma ad arrestarne l’inseguimento mosse al con-
                      trattacco una piccola colonna lanciata dal Cosenz, poco prima che gli perve-
                      nisse da Garibaldi l’ordine di ritirarsi.
                         Il generale, avvertito del combattimento iniziato mentre faceva riattare il
                      ponte, si era recato di galoppo a Treponti, mandando nel contempo a Brescia
                      il figlio Menotti ad informare il Re dell’accaduto. Arrivato a Bettola di Cili-
                      verghe, inviò il tenente colonnello Medici a sostegno del Cosenz e, mentre
                      personalmente si affrettava verso il luogo del combattimento, riceveva ordine
                      dal Re di ritirarsi a S. Eufemia della Fonte, dove sarebbe stato accolto dalla
                      Divisione Cialdini, cui il Sovrano stesso aveva ordinato di accorrere a Rezza-
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