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158 IL GENERALE GIUSEPPE GARIBALDI
LA SPEDIZIONE
Alla preparazione materiale della spedizione in Sicilia attendeva, oltre al-
l’infaticabile Bertani, un comitato provvisorio in Genova, costituito da Nu-
volari, Acerbi, Guerzoni, Bixio. In origine si era pensato ad inviare solo 200
volontari; si decise poi ad elevarne il numero a 1000, ma con ciò aumentaro-
no notevolmente le difficoltà per provvedere al vettovagliamento e al muni-
zionamento e per trovare nuovi fondi. Di ciò si occuparono con molta dili-
genza il Missori e il Torriani, mentre gli ufficiali dei Cacciatori delle Alpi a
Milano, Brescia e Bergamo andavano scegliendo volontari e i municipi di Pa-
via e Brescia davano un forte contributo di denaro. All’estero e in Sicilia la-
voravano con la massima intensità: Francesco Crispi, Giuseppe La Masa, Vin-
cenzo Orsini, Rosalino Pilo, Salvatore Castiglia, Mario Palizzolo, Emerico
Amari, i fratelli Orlando, Giacinto Carini, Giovanni Corrao, Salvatore Cal-
vino, Gaetano La Loggia, Enrico Albanese, Salvatore Cappello, i fratelli Pisa-
ni, i fratelli Di Benedetto.
Gli eventi precipitarono, quando insorse Palermo il 4 aprile 1860. Il mo-
to fu soffocato, e oltre a parecchi morti, costò 13 fucilati, ma la fiamma del-
la ribellione si propagò a Carini, Termini, Trapani, Messina, Catania, Calta-
nissetta, Siracusa, Noto, Girgenti.
«E una dura guerra - scriveva il Castelcicala nel suo rapporto - quella che
questa gente fa alle regie truppe, le quali debbono combattere un nemico che
non si mostra mai all’aperto, ma che defilato e invisibile sempre, si ripara dalle
offese, si scioglie, si sperpera, si raggranella or qua or là. Evidentemente le ban-
de tendono a stancare le truppe ed a sopraffarle a forza di una continua lotta».
Giunti rinforzi dal continente, il Castelcicala ordinò il disarmo, l’incendio e il
saccheggio, ed ebbero luogo le raccapriccianti repressioni di San Lorenzo, Cari-
ni, Bagheria, che fanno inorridire ancora. A Messina s’impiegò anche l’artiglie-
ria; i consoli esteri protestarono contro gli eccessi, e ne imposero la cessazione.
Il 7 aprile Crispi e Bixio si erano presentati a Garibaldi in Torino per dar-
gli notizia dell’insurrezione palermitana. Il generale consente a capitanare la
spedizione in Sicilia, e nella seconda metà di aprile si trasferisce nella villa Spi-
nola di Augusto Vecchi, nel territorio di Quarto. Il 20 Crispi scrive al Fabrizi
e al Pilo, dando notizia che la spedizione è decisa, e che si deve aspettarla tra
Sciacca e Girgenti. Il 23 si iniziano i preparativi.
II 24 (o 25) si presenta al Garibaldi il colonnello Frapolli, mandato da Fa-

