Page 160 - Il Generale Giuseppe GARIBALDI
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                   LA SPEDIZIONE

                      Alla preparazione materiale della spedizione in Sicilia attendeva, oltre al-
                   l’infaticabile Bertani, un comitato provvisorio in Genova, costituito da Nu-
                   volari, Acerbi, Guerzoni, Bixio. In origine si era pensato ad inviare solo 200
                   volontari; si decise poi ad elevarne il numero a 1000, ma con ciò aumentaro-
                   no notevolmente le difficoltà per provvedere al vettovagliamento e al muni-
                   zionamento e per trovare nuovi fondi. Di ciò si occuparono con molta dili-
                   genza il Missori e il Torriani, mentre gli ufficiali dei Cacciatori delle Alpi a
                   Milano, Brescia e Bergamo andavano scegliendo volontari e i municipi di Pa-
                   via e Brescia davano un forte contributo di denaro. All’estero e in Sicilia la-
                   voravano con la massima intensità: Francesco Crispi, Giuseppe La Masa, Vin-
                   cenzo Orsini, Rosalino Pilo, Salvatore Castiglia, Mario Palizzolo, Emerico
                   Amari, i fratelli Orlando, Giacinto Carini, Giovanni Corrao, Salvatore Cal-
                   vino, Gaetano La Loggia, Enrico Albanese, Salvatore Cappello, i fratelli Pisa-
                   ni, i fratelli Di Benedetto.
                      Gli eventi precipitarono, quando insorse Palermo il 4 aprile 1860. Il mo-
                   to fu soffocato, e oltre a parecchi morti, costò 13 fucilati, ma la fiamma del-
                   la ribellione si propagò a Carini, Termini, Trapani, Messina, Catania, Calta-
                   nissetta, Siracusa, Noto, Girgenti.
                      «E una dura guerra - scriveva il Castelcicala nel suo rapporto - quella che
                   questa gente fa alle regie truppe, le quali debbono combattere un nemico che
                   non si mostra mai all’aperto, ma che defilato e invisibile sempre, si ripara dalle
                   offese, si scioglie, si sperpera, si raggranella or qua or là. Evidentemente le ban-
                   de tendono a stancare le truppe ed a sopraffarle a forza di una continua lotta».
                   Giunti rinforzi dal continente, il Castelcicala ordinò il disarmo, l’incendio e il
                   saccheggio, ed ebbero luogo le raccapriccianti repressioni di San Lorenzo, Cari-
                   ni, Bagheria, che fanno inorridire ancora. A Messina s’impiegò anche l’artiglie-
                   ria; i consoli esteri protestarono contro gli eccessi, e ne imposero la cessazione.
                      Il 7 aprile Crispi e Bixio si erano presentati a Garibaldi in Torino per dar-
                   gli notizia dell’insurrezione palermitana. Il generale consente a capitanare la
                   spedizione in Sicilia, e nella seconda metà di aprile si trasferisce nella villa Spi-
                   nola di Augusto Vecchi, nel territorio di Quarto. Il 20 Crispi scrive al Fabrizi
                   e al Pilo, dando notizia che la spedizione è decisa, e che si deve aspettarla tra
                   Sciacca e Girgenti. Il 23 si iniziano i preparativi.
                      II 24 (o 25) si presenta al Garibaldi il colonnello Frapolli, mandato da Fa-
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