Page 165 - Il Generale Giuseppe GARIBALDI
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LA CAMPAGNA DEL 1860 IN SICILIA 163
10 MAGGIO - Si naviga col timore di incontrare la crociera napoletana,
perciò i Mille stanno coricati nelle stive. Nella notte del 10 per poco il Pie-
monte e il Lombardo, distanziatisi durante il cammino, non si vanno addosso,
credendosi nemici.
Garibaldi fa chiamre il pilota Castiglia, e gli parla della sua intenzione di
sbarcare a Porto Palo, secondo la proposta di Crispi. Castiglia nota che è un
seno di pochissimo fondo, senza mezzi per un celere sbarco, e propone inve-
ce Marsala, porto più capace e meglio attrezzato.
11 MAGGIO - Sul far del giorno la spedizione perviene nei pressi dell’isola
Marettimo. Oltrepassata la punta sud-est della Favignana, avvista Marsala,
con due navi da guerra ancorate in porto. Ciò impensierisce tutti, ma poco
dopo accostando un bastimento, che è uno schooner inglese, si viene a cono-
scere che le due navi sono pure inglesi, e da un certo Strazzeri, padrone di una
barca peschereccia, trovata al largo, si apprende che la sera prima era partita
da Marsala per Trapani una compagnia, ed era partita pure la Divisione na-
vale borbonica di 4 navi diretta a capo Bianco.
Il contrattempo delle munizioni mancate che aveva costretto la spedizio-
ne ad andare a Talamone e Orbetello, e la perdita di tempo dovuta a salvare
un uomo che si era buttato in mare, avevano prodotto un ritardo che si rive-
lava ora veramente provvidenziale.
Che faceva intanto il governo borbonico?
Avuta notizia da Genova dei preparativi della spedizione garibaldina, sin
dal 28 aprile ne aveva dato avviso in Sicilia al luogotenente Castelcicala; poi
prevedendo vari casi di sbarco aveva inviato in quelle acque una divisione di
4 navi (il Valoroso, lo Stromboli, la Partenope, e il Capri), al comando del ca-
pitano di vascello Cossovich, mentre altre navi minori costeggiavano l’isola.
Di più ordinò la formazione di due campi trincerati a Palermo e a Messi-
na e il rinforzo delle guarnigioni delle fortezze, le quali dovevano comunica-
re fra loro per mezzo delle navi.
Il Castelcicala, per suo conto, vedendo fremere Palermo e temendo una
nuova rivolta, richiama alla capitale le colonne mobili del Primerano, del Le-
tizia e del D’Ambrosio, scorrazzanti nella provincia di Trapani, e avendo avu-
to avviso da Malta di un eventuale sbarco nemico a Sciacca, ordina alla Divi-
sione navale di accorrere a quella volta. Anche questi ordini furono pei Mille
veramente provvidenziali.

