Page 169 - Il Generale Giuseppe GARIBALDI
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impag. Libro garib CISM  19-02-2008  13:12  Pagina 167








                                            LA CAMPAGNA DEL 1860 IN SICILIA               167




                      nizzazione delle milizie nazionali, chiamando alle armi tutti i cittadini dai 17
                      ai 50 anni.
                         Intanto fa una nuova organizzazione del suo corpo di spedizione: I batta-
                      glione Bixio: compagnie Dezza, Forni, Stocco, Anfossi; II battaglione Carini:
                      compagnie Sprovieri, Ciaccio, Cairoli, Bassini, Griziotti; compagnia carabinie-
                      ri genovesi: Mosto; compagnia marinai cannonieri (equipaggi del Piemonte e
                      del Lombardo): Castiglia, artiglieria (cinque pezzi): Orsini; genio: Minutilli.
                         Inoltre scrive a Genova al Bertani, affinchè riunisca armi e danaro, e orga-
                      nizzi una seconda spedizione di rinforzo; scrive pure al Comitato del fondo
                      dei fucili perché appresti e spedisca munizioni in gran copia.
                         Orsini con l’opera di Giuseppe Mustica e dei fratelli Giuseppe e Achille
                      Campo, impianta un piccolo arsenale, e fa costruire alla meglio affusti per i
                      pezzi. Ragusin impianta un piccolo laboratorio per la fabbricazione di cartuc-
                      ce e la fusione delle palle da fucile. Si provvede pure a fabbricare picche e lan-
                      ce e corrieri vanno nei paesi vicini per incettare armi, polvere, piombo e mez-
                      zi vari utili alla spedizione.
                         Arrivano le squadre degli Ericini con Giuseppe Coppola e i fratelli La Rus-
                      sa; sono circa 700 uomini, dei quali parecchi a cavallo. L’entusiasmo conti-
                      nua e vi partecipano smisuratamente i preti e frati del paese, ciò che spinge
                      Garibaldi a fare un proclama di lode ai buoni preti.
                         La Masa continua con crescente successo il suo giro di propaganda rivolu-
                      zionaria nei distretti occidentali dell’isola; a Partanna e Castelvetrano si for-
                      mano governi provvisori e comitati rivoluzionari coi maggiorenti del paese, e
                      nuove squadre si avviano in rinforzo ai garibaldini.
                         Palermo è in grande agitazione e il comitato dirige lettere ai Consoli, av-
                      vertendoli che la rivoluzione ha carattere annessionista, e che scacciati i regi
                      il popolo avrebbe votato per Vittorio Emanuele. Dichiara pure al popolo in
                      pubblici proclami che bisognava attendere ordini da Garibaldi. «Chi agirà al-
                      trimenti sarà dichiarato traditore della Patria». Il movimento si estende rapi-
                      da mente nell’isola, Termini specialmente diventa come un quartier generale
                      e centro di movimento di numerose squadre.
                         Il luogotenente Castelcicala aveva telegrafato a Napoli perché il 12 fos-
                      sero spediti almeno due battaglioni a Marsala, e intanto aveva disposto che
                      l’VIII cacciatori (magg. Sforza) da Girgenti navigasse su Trapani per aspettar-
                      li; di più aveva ordinato al Landi che era ad Alcamo di avanzare.
                         A Gaeta, diretti a Marsala, furono imbarcati 4 battaglioni di linea, 2 bat-
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