Page 169 - Il Generale Giuseppe GARIBALDI
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LA CAMPAGNA DEL 1860 IN SICILIA 167
nizzazione delle milizie nazionali, chiamando alle armi tutti i cittadini dai 17
ai 50 anni.
Intanto fa una nuova organizzazione del suo corpo di spedizione: I batta-
glione Bixio: compagnie Dezza, Forni, Stocco, Anfossi; II battaglione Carini:
compagnie Sprovieri, Ciaccio, Cairoli, Bassini, Griziotti; compagnia carabinie-
ri genovesi: Mosto; compagnia marinai cannonieri (equipaggi del Piemonte e
del Lombardo): Castiglia, artiglieria (cinque pezzi): Orsini; genio: Minutilli.
Inoltre scrive a Genova al Bertani, affinchè riunisca armi e danaro, e orga-
nizzi una seconda spedizione di rinforzo; scrive pure al Comitato del fondo
dei fucili perché appresti e spedisca munizioni in gran copia.
Orsini con l’opera di Giuseppe Mustica e dei fratelli Giuseppe e Achille
Campo, impianta un piccolo arsenale, e fa costruire alla meglio affusti per i
pezzi. Ragusin impianta un piccolo laboratorio per la fabbricazione di cartuc-
ce e la fusione delle palle da fucile. Si provvede pure a fabbricare picche e lan-
ce e corrieri vanno nei paesi vicini per incettare armi, polvere, piombo e mez-
zi vari utili alla spedizione.
Arrivano le squadre degli Ericini con Giuseppe Coppola e i fratelli La Rus-
sa; sono circa 700 uomini, dei quali parecchi a cavallo. L’entusiasmo conti-
nua e vi partecipano smisuratamente i preti e frati del paese, ciò che spinge
Garibaldi a fare un proclama di lode ai buoni preti.
La Masa continua con crescente successo il suo giro di propaganda rivolu-
zionaria nei distretti occidentali dell’isola; a Partanna e Castelvetrano si for-
mano governi provvisori e comitati rivoluzionari coi maggiorenti del paese, e
nuove squadre si avviano in rinforzo ai garibaldini.
Palermo è in grande agitazione e il comitato dirige lettere ai Consoli, av-
vertendoli che la rivoluzione ha carattere annessionista, e che scacciati i regi
il popolo avrebbe votato per Vittorio Emanuele. Dichiara pure al popolo in
pubblici proclami che bisognava attendere ordini da Garibaldi. «Chi agirà al-
trimenti sarà dichiarato traditore della Patria». Il movimento si estende rapi-
da mente nell’isola, Termini specialmente diventa come un quartier generale
e centro di movimento di numerose squadre.
Il luogotenente Castelcicala aveva telegrafato a Napoli perché il 12 fos-
sero spediti almeno due battaglioni a Marsala, e intanto aveva disposto che
l’VIII cacciatori (magg. Sforza) da Girgenti navigasse su Trapani per aspettar-
li; di più aveva ordinato al Landi che era ad Alcamo di avanzare.
A Gaeta, diretti a Marsala, furono imbarcati 4 battaglioni di linea, 2 bat-

