Page 168 - Il Generale Giuseppe GARIBALDI
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                      Il terminese La Masa, accompagnato da Giuseppe Boscaino da Trapani e
                   da Giacinto Curatolo da Marsala, precede la colonna garibaldina a Salemi, e
                   mediante l’opera del barone Ristretta persuade il sindaco Terranova e il mu-
                   nicipio a fornire vettovaglie, a costituirsi in governo provvisorio e a mandare
                   pattuglie armate fuori del paese per impedire l’eventuale ingresso di qualche
                   reparto borbonico.
                      A Palermo si viene a conoscere lo sbarco di Garibaldi. La città a un tratto
                   si riempie di proclami: «Offensori ed offesi - è detto in uno di questi - tiria-
                   mo un velo sul passato, ed uno sia il grido:
                   viva l’Italia, viva Vittorio Emanuele, viva Garibaldi».
                      Anche il governo di Napoli ha appreso lo sbarco, e invia un vibrato dispac-
                   cio ai suoi rappresentanti all’estero, segnalando «l’atto di selvaggia pirateria
                   commesso da un’orda di briganti, pubblicamente organizzati in uno Stato
                   non nemico».


                      13 MAGGIO - Con celere marcia la colonna garibaldina, partita alle ore 11
                   del mattino, salendo per le ripide vie di Caticuti e della Cuba, arriva fra le 15
                   e le 17 a Salemi in successivi drappelli. Bixio ha preceduto coi carabinieri ge-
                   novesi, occupando il castello per proteggere il movimento. L’artiglieria arriva
                   quasi a notte, avendo seguito un altro itinerario.
                      Nelle vicinanze del paese la colonna è accolta da numeroso popolo che
                   muove incontro coi soliti grossi tamburi adoperati nelle processioni, bandie-
                   re, musiche «e tutti abbracciavano, molti baciavano, molti porgevano bocca-
                   li di vino e cedri meravigliosi». Da ogni parte si leva il grido: viva Garibaldi!
                   viva il salvatore di Sicilia! e nell’abitato le campane suonavano a stormo.
                      La Masa, Boscaino, Taddei e Nicolosi precedevano sempre e correvano in
                   altri paesi, incitando le popolazioni a sollevarsi e a dare volontari. I loro sfor-
                   zi sono coronati da successo: giungono altre squadre da S. Ninfa e da Vita e
                   fra’ Giovanni Pantaleo da Castelvetrano. Il sacerdote Gaspare Salvo, dissotter-
                   rando due vecchi cannoni di bronzo nascosti fin dal 1849, li offre in dono a
                   Garibaldi.


                      14 MAGGIO - Garibaldi il mattino va col Türr in ricognizione sulle colli-
                   ne verso Vita. Al ritorno, in seguito a proposta del decurionato di Salemi ri-
                   unitosi sotto la presidenza del sindaco Terranova, assume la dittatura dell’iso-
                   la nel nome di Vittorio Emanuele Re d’Italia, e pubblica un decreto per l’orga-
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