Page 171 - Il Generale Giuseppe GARIBALDI
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impag. Libro garib CISM  19-02-2008  13:12  Pagina 169








                                            LA CAMPAGNA DEL 1860 IN SICILIA               169




                      mo. Intanto aveva inviato pattuglie di esploratori sulla via di Calatafimi e as-
                      sicurato in qualche modo per la notte la difesa di Salemi. Quand’ecco a sera
                      tarda giungere due capisquadra di Calatafimi, Nino Colombo e Pietro Ada-
                      mo, portando notizie particolareggiate sulle forze e posizioni dei regi. Gari-
                      baldi convoca nella notte stessa il suo Stato Maggiore: viene scartata l’idea
                      della marcia su Corleone e si decide di prendere la via di Calatafimi per af-
                      frontare il nemico.

                         15 MAGGIO - BATTAGLIA DI CALATAFIMI - Uscendo dall’agro salentino, che
                      verso tramontana è tutto una verzura per le copiosissime acque dei Canalot-
                      ti e tutto ingiardinato, si rientra in quello di Vita, che presenta vasti campi a
                      seminagione con qualche albero fruttifero.
                         Sulle argille variamente lavorate si eleva una specie di cintura montana for-
                      mata dai monti Pelato, Bernardo, Rocche di Domingo, monti di Calemici, di
                      Pietralunga, della Baronia, il Tempone, monte Tre Croci. Questa cintura è
                      solcata da insellature basse, ampie e scoperte, per le quali passano le strade che
                      vanno a Palermo. Il centro topografico è segnato dall’altura di Piante di Ro-
                      mano.
                         Calatafimi, dall’arabo Kalat-Alfìni, ossia castello di Eufemio, sta a cavallo
                      dei fiumi Caldo e Freddo. Buone posizioni contro provenienze dalla rotabile
                      di Salemi - Vita sono quelle di Baronia - Pietralunga - monte Calemici, e poi
                      quella di Piante di Romano, dalla cui sommità larga, pianeggiante e scoperta
                      si domina e si sbarra l’asprissima stretta dentro cui corre la rotabile. Sull’altu-
                      ra di Piante di Romano (quota 422) sono le truppe di Sforza in avamposti;
                      indietro è il battaglione del 10° a cavallo della strada consolare, e ancora in-
                      dietro, in riserva, a un chilometro e mezzo dal paese, il battaglione carabinie-
                      ri e due pezzi.
                         La colonna garibaldina (circa 2.000 uomini) parte alle 5 da Salemi, salu-
                      tata dagli applausi della popolazione, e giunge alle 6,30 a Vita. Alle 7 riparte
                      per Calatafimi con la seguente formazione di marcia: prima le guide che or-
                      mai erano a cavallo; il battaglione Carini (9ª, 8ª, 7ª, 6ª, 5ª); l’artiglieria e il
                      genio; la compagnia marinai cannonieri (Castiglia); il battaglione Bixio (4ª,
                      3ª, 2ª, lª). La bandiera, una insegna donata a Garibaldi dagli Italiani di Val-
                      paraiso nel ‘55, era portata da Giuseppe Campo, palermitano, e fu data alla
                      7ª compagnia. Chiudono la marcia i carabinieri genovesi. Le squadre Coppo-
                      la e S. Anna fiancheggiano la colonna ai due lati. Garibaldi è in testa col suo
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