Page 175 - Il Generale Giuseppe GARIBALDI
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impag. Libro garib CISM  19-02-2008  13:12  Pagina 173








                                            LA CAMPAGNA DEL 1860 IN SICILIA               173




                         II Castelcicala, quando era ancora ignaro della battaglia del 15, aveva
                      mandato il mattino del 16 il Mechel col III battaglione estero sulla pirofrega-
                      ta Ercole a Castellammare per rafforzare il Landi; ma saputi i casi di Calatafi-
                      mi invia il vaporetto Eolo a riprenderlo. Richiamato, parte per Napoli.


                         17 MAGGIO - II corpo garibaldino parte da Calatafìmi alle 5,30, e giunge
                      ad Alcamo, dove è ingrossato da altre squadre. Garibaldi segna numerosi de-
                      creti, abolisce l’imposta sul macinato dei grani, nomina Crispi suo segretario
                      di stato, e 24 governatori, uno per distretto.
                         Rosalino Pilo, preceduta la colonna a Carini, vi legge la lettera direttagli
                      da Garibaldi, che annunzia la vittoria, riaccende gli animi, vi forma un comi-
                      tato, e vi lascia Tondù a reclutare picciotti.


                         18 MAGGIO - I garibaldini proseguono la marcia, passando per Partinico.
                      «Miserando spettacolo - dice Garibaldi nelle sue «Memorie» - noi trovammo
                      i cadaveri dei soldati borbonici per le vie, divorati dai cani». Erano gli sban-
                      dati della colonna Landi. A Partinico riceve denari, armi, polvere e piombo
                      da fondere. Prosegue per Borgetto e la rotabile di Monreale, e sosta la sera nei
                      pressi del passo di Renda o passo Scifo (30 chilometri di marcia) nel campo,
                      a forma di conca, che si apre ai piedi dei monti Cicero, Renda, Agrisotto e
                      Campana. Aveva così oltrepassata la soglia della zona montana, che sorge fra
                      Partinico e Palermo.
                         Tatticamente era questo per lui un risultato di somma importanza. Infat-
                      ti dal monte  Montanello al monte Piatti corre tutta un’aspra muraglia di
                      monti, attraverso la quale passano le due strade di Montelepre-Bellolampo e
                      passo di Renda-Pioppo-Monreale, dirette a Palermo.
                         La prima via è difendibile successivamente a monte Oro, Cozzo della Vi-
                      te, monte Saraceno e Fior dell’Occhio, e infine a Bellolampo. La via di Ren-
                      da-Monreale diventa in taluni punti un’angusta e profonda gola, una vera for-
                      ra; vi strapiombano a precipizio prima la costa Buarra, poi le montagne di
                      Monreale (Meta Grande, Castellaccio) fino alla Rocca, mentre dall’altra par-
                      te è esposta alle offese provenienti da Parco (Cozzo Lo Pigno, Cozzo Mecci-
                      no). Infine la regione di Sagana, importantissima, permette al difensore di Pa-
                      lermo (fronte ad occidente) di padroneggiare entrambe le vie in ottime con-
                      dizioni difensive-offensive.
                         Dal passo di Renda si era ormai in vista della mèta sospirata, novella Ge-
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