Page 180 - Il Generale Giuseppe GARIBALDI
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178 IL GENERALE GIUSEPPE GARIBALDI
ria e tutti i carri della spedizione, prendiate la via di Corleone, in guisa che il
nemico, ingannato, vi segua credendo di dare la caccia alla colonna; allora io,
destramente divergendo, potrò su un punto più importante operare. La mis-
sione che io vi affido è pericolosa, l’accettate voi?». «L’accetto volentieri», ri-
sponde Orsini; e verso l’Ave Maria muove coi cannoni, una quarantina di ar-
tiglieri, alcuni volontari leggermente feriti e 150 picciotti di scorta col Corrao.
«Povero Orsini! - esclama Crispi, vedendo sfilare quella sparuta colonna, che
da un momento all’altro avrebbe potuto sostenere l’urto di grosse forze nemi-
che - si avvia al sacrificio». E Garibaldi convinto ripete: «Povero Orsini!».
A buona distanza dall’Orsini si mette in marcia Garibaldi coi Mille e al-
cune squadre. Percorrono la rotabile, fin dove essa incontra la trazzera che tro-
vasi tra Mulino Ciaferra e il ponte di Malanoce, quasi al miglio 18°; poi gui-
dati dai due siciliani Petrotta e Dorangricchia prendono la detta mulattiera.
«Abbandonata la strada militare - scrive l’Abba - ci posero per sentieri an-
gusti, in mezzo a un bosco, zitti, umiliati, pieni di malinconia». Costeggiata
la Rocca del Corvo, la colonna giunge alfine verso le ore 22 in contrada Ca-
scavaddoti nel bosco di Pianetto e vi sosta.
25 MAGGIO - Ripresa la marcia, Garibaldi per la trazzera passante pei feu-
di Turdieppi, Borgetto e Parcovecchio, raggiunge Marineo, verso le ore 9,30
del mattino. Lascia le squadre fuori del paese, vi entra coi Mille, traversa l’a-
bitato e sale sul Calvario per la consueta ricognizione. Chiede informazioni
alla gente del luogo, e riposa alquanto. Qui riceve un biglietto dal La Masa,
scritto nella notte del 24: «Levai ieri il campo per eseguire il movimento da
voi ordinato. Arrivati nelle vicinanze di Parco, intesi la vostra ritirata per Ma-
rineo. Ho creduto vitale alla nostra guerra ripiegare su Misilmeri per rimette-
re il campo di Gibilrossa, onde non allarmare il paese, che può crederci scon-
fitti ritirandoci. Gibilrossa è una eccellente posizione, che io terrò ad ogni co-
sto per operare subito sopra Palermo. Vi scongiuro di qui raggiungermi. La riti-
rata per l’interno sarebbe funesta».
Il generale gli risponde: «Spero di venire domani a Misilmeri». Alle 18 in-
fatti la colonna garibaldina si avvia su questa località. Fu «marcia disastrosa,
attesa la natura del terreno e sotto un pioggia dirotta, straordinaria in quella
stagione» (Caivino). A Misilmeri, benché siano le 22,30, i cittadini vengono
incontro con le fiaccole, «ma il duce entrando in paese, calmo e sorridente
per l’accoglienza commovente, raccomanda silenzio e buio, e la luminaria

