Page 185 - Il Generale Giuseppe GARIBALDI
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LA CAMPAGNA DEL 1860 IN SICILIA 183
inutilmente a Monreale, Mechel e Bosco sulla via di Corleone. La flotta assi-
curava la spiaggia.
Garibaldi aveva disegnato di discendere da Gibilrossa, assalire d’improvvi-
so gli avamposti, piombare su porta di Termini, e di là entrare in città. L’ope-
razione doveva incominciare la sera del 26. «Fu attesa solenne. L’allegria si era
mutata in raccoglimento; pareva che sopra di noi soffiasse uno spirito dall’in-
finito» (Abba).
Garibaldi formò due scaglioni: il primo, comandato dal La Masa, era co-
stituito dalle squadre, che avevano pochi schioppi di tutti i modelli, spade,
sciabole, lance e pali di ferro; era preceduto da trenta carabinieri scelti coman-
dati da Tüköry e cinque o sei siciliani guide, tra i quali Narciso Cozzo; il se-
condo con Garibaldi era costituito dai due battaglioni Bixio e Carini e dalle
squadre superstiti, che erano rimaste coi garibaldini dopo lo scontro di Par-
co. Totale circa 3.300 uomini, dei quali 750 dei Mille. I due scaglioni però
marciavano come se fossero una colonna unica, senza avanguardia, ritenendo
che tale formazione potesse favorire la sorpresa.
Per ingannare i nemici furono accesi fuochi sui monti Mastro Nardo e
Grifone, e la colonna si pose in marcia verso le nove di sera. Era stato dato
ordine di procedere nel massimo silenzio, nella speranza di sorprendere gli
avamposti nemici e attaccarli all’arma bianca.
Procedono gli attaccanti per un sentiero asprissimo (la così detta scala di
Gibilrossa, poi chiamata della Discesa dei Mille) scendendo nel buio, ora di
balzo in balzo e di rialto in rialto, ora attorno a un macigno, ora sull’orlo di
un precipizio. Un cavallo in fuga mette per poco il disordine nella colonna,
poi si tira avanti, e passando per S. Zita (oggi Gulì), case Giardina e Croce
Verde di contrada Ciaculli e la villa Favarella giungono in piazza Favara. Ivi
in una sosta avviene uno spiacevole alterco tra Bixio e La Masa, sedato da Sir-
tori; Garibaldi giunto, riordina le truppe. La marcia continua per la via Bala-
te sboccando sulla rotabile di Villabate-Palermo.
La sorpresa si sarebbe forse effettuata, senonchè i Siciliani, appena viste le
prime case del sobborgo, cominciano a gridare: Palermo! Palermo! viva l’Ita-
lia! viva Garibaldi! e a sparare. I regi, perciò, che erano ai molini della Scaffa
accolgono gli assalitori con una scarica; più d’uno cade, tra i quali il medico
Rocco La Russa da Erice. Anche al ponte dell’Ammiraglio i regi fanno buo-
na resistenza. Il primo scaglione si ferma, le squadre prese a fucilate e impos-
sibilitate a rispondere, tentennano e si buttano negli orti ai lati della strada.

