Page 167 - Il Generale Giuseppe GARIBALDI
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impag. Libro garib CISM  19-02-2008  13:12  Pagina 165








                                            LA CAMPAGNA DEL 1860 IN SICILIA               165




                         In tal modo il primo atto del gran dramma era terminato; Garibaldi dopo
                      mille incertezze e attraverso mille insidie, era riuscito a porre piede nell’isola.
                      «La fortuna era ormai pei valorosi», come scrisse egli stesso nelle sue «Memo-
                      rie». «I Mille - disse Crispi - ebbero sul mare Garibaldi e Dio».
                         Nell’isola, intanto, si sollevano Corleone, Campofiorito e Bisacquino, e la
                      rivolta torna a picchiare alle porte di Palermo.

                         12 MAGGIO - Alle 5,30 il piccolo corpo inizia la marcia su Salemi, accom-
                      pagnato da alcuni volontari marsalesi, guidati da Tommaso Pipitone e da un
                      frate Francesco.
                         Tutte le comunicazioni del settore occidentale dell’isola conducono sulla
                      fronte Calatafimi-Salemi. Il terreno, essendo lungo il percorso a forme dolci
                      e pianeggianti e quasi tutto scoperto, un vero oceano di piccoli colli e di ame-
                      ne pianure, non presentava appigli tattici che al gradino montuoso Salemi-
                      Calatafimi.
                         Questo gradino è formato dalle alture di monte Grande, monte Polizzo,
                      monte Pusellesi, monte delle Rose, monte della Baronia, le quali poi a nord
                      si attaccano pei monti di Calatafìmi al masso più elevato di monte Inici. E
                      poiché è rotto da insenature e avvallamenti, le sue parti più elevate si presen-
                      tano come piramidi calcaree a fianchi nudi e in parte a picco.
                         La marcia riesce ai volontari faticosa pel caldo eccessivo e per le condizio-
                      ni della strada, a continue salite e discese, senza ombra e senz’acqua. A quel
                      tempo la via Marsala-Salemi non era tutta rotabile; finiva poco dopo l’ex-feu-
                      do Buttagana a circa 15 km. da Marsala e riprendeva 6 km. prima di Salemi.
                      Fra i due tronchi era una trazzera o mulattiera di una diecina di chilometri.
                      A Buttagana, feudo del barone Chitarra, si fa il primo alt, dove i volontari
                      vengono largamente rifocillati, poi si riprende la marcia. A quando a quando
                      s’incontrano contadini e campieri, ossia custodi delle fattorie, a piedi e a ca-
                      vallo, i quali rimangono prima sorpresi, poi battono le mani e gridano «Vi-
                      va!»; Garibaldi si ferma spesso ad abbracciarne e baciarne qualcuno.
                         Alle 18,30 sosta a Rampingallo, a circa 8 km da Salemi, dopo quasi 30 km
                      di marcia. Ivi allo stabilimento agricolo del barone Mistretta, il giovane An-
                      tonino Forte, nipote del barone, provvede largamente al vettovagliamento.
                      Nella notte giungono i fratelli S. Anna di Alcamo e il barone Mocarta, a ca-
                      vallo, con una sessantina di uomini di Paceco, Mazara e Alcamo, che si uni-
                      scono ai volontari.
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