Page 164 - Il Generale Giuseppe GARIBALDI
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                      7 MAGGIO - Con ordine del giorno datato dal Piemonte si da la seguente
                   organizzazione dal corpo di spedizione, al quale in primo tempo viene ridato
                   il nome di Cacciatori delle Alpi, come ricordo delle gesta compiute da molti
                   dei volontari, appartenuti nel 1859 a quella brigata:
                      capo di Stato Maggiore: Sirtori;
                      segretario del Generale: Basso;
                      Stato Maggiore: Crispi, Manin, Calvino, Majocchi, Griziotti, Borchetta,
                   Bruzzesi;
                      aiutanti di campo: Türr, Cenni, Montanari, Bandi, Stagnetti;
                      7 compagnie: Bixio, Orsini, Stocco, La Masa, Anfossi, Carini, Cairoli;
                      carabinieri genovesi: Mosto;
                      intendenza: Acerbi, Bovi, De Maestri, Rodi;
                      medici: Ripari, Boldrini, Giulini.


                      Alle 7 la spedizione arriva a Talamone.
                      Garibaldi indossata la divisa di generale sardo, si presenta al comandante
                   del forte chiedendo armi e munizioni. Non trova che pochi vecchi fucili e una
                   colubrina del ‘600, ma saputo che a Orbetello vi erano magazzini ben forni-
                   ti, vi manda il Türr, al quale il comandante ten. colonnello Giorgini, convin-
                   tosi della regolarità della richiesta, consegna fucili, cartucce, polvere in barili,
                   3 pezzi e 1200 cariche. Per interessamento del Municipio si imbarcano pure
                   abbondanti provviste di viveri.

                      8 MAGGIO - Rimane a terra il colonnello Zambianchi con 64 uomini, col
                   mandato di «invadere il territorio pontificio, ostilizzando le truppe straniere
                   mercenarie, e suscitare l’insurrezione negli Stati del Papa e in quelli del Re di
                   Napoli». Forse s’intendeva anche con tale spedizione lasciare incerti i borboni-
                   ci sul vero disegno di Garibaldi. Andrea Sgarallino con una mano di livornesi
                   doveva raggiungerla per via di mare in un punto della costa maremmana.
                      Si modifica l’organizzazione del corpo di spedizione, si forma cioè una 8 a
                   compagnia (Bassini) con gli elementi avuti dalla Maremma, e si da il coman-
                   do della 2 a Dezza; si passa ad Orsini il comando dell’artiglieria, e si costitui-
                            a
                   sce un così detto corpo del genio, di circa una ventina di operai, condotti dal
                   Minutilli. Si riprende la navigazione. A Porto Santo Stefano s’imbarcano car-
                   bone, acqua e provvigioni; si distribuiscono armi e cartucce (circa venti per
                   ciascuno) e si riparte nel pomeriggio.
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