Page 21 - Il lungo Risorgimento del Generale Genova Thaon di Revel - Per l'Italia e per il Re
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La formazione e La Prima Guerra d’indiPendenza                           21




                        no personalità di spicco della ricerca scientifica come Giovanni Antonio Plana docente di matematica,
                        fondatore dell’Osservatorio astronomico di Torino; Luigi Federico Menabrea ingegnere, professore di
                        meccanica applicata e balistica; Ascanio Sobrero che aveva condotto le sue prime ricerche di chimica
                        applicata nel laboratorio dell’Arsenale di Torino; il maggiore Giuseppe Dabormida docente d’istituzioni
                        di Artiglieria e anch’egli precettore dei principi e  il tenente Giovanni Cavalli uno degli studiosi più bril-
                        lanti, cui si devono decisive innovazioni nella tecnica costruttiva delle bocche da fuoco.
                           Genova di Revel frequentò la scuola per circa tre anni, con l’interruzione forzata nel 1835 da agosto
                        fino a novembre, periodo in cui l’istituzione rimase chiusa per la grave epidemia di colera che investì il
                        Regno di Sardegna. Nel settembre 1837 ne uscì con il grado di luogotenente di Artiglieria.
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                           Del suo aspetto fisico, oltre alla foto che lo ritrae nel 1865 insieme ai membri della casa militare del
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                        principe ereditario Umberto,  a quella che ce lo raffigura anziano, onusto di decorazioni e di medaglie,
                        agli acquerelli con cui Quinto Cenni illustrò lo Stato di Servizio del generale, alla celebre stampa del
                        Quadrato di Villafranca, riportata nei libri d’epoca, ci rimane la descrizione fatta da Geremia Bono-
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                        melli,  che, ci suggerisce un ritratto certamente gradevole del nobile Genova di Revel in un’età molto
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                             “Era di statura più che media, bello e di gentile aspetto, dal portamento nobile e semplice insieme,
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                             reso più dignitoso dal piglio militare a lui sì naturale.”
                           Delle sue occupazioni e dei suoi passatempi al di fuori degli impegni militari se ne può trovare
                        traccia nei minuziosi resoconti della vita dell’aristocrazia piemontese che Costanza d’Azeglio redigeva
                        nelle lettere al figlio Emanuele. Ne emerge il profilo di un giovane poco più che ventenne, ben inserito
                        nell’alta società torinese, con molti amici, intenditore e appassionato di cavalli,  uno spirito magnanimo
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                        pronto a dedicarsi, come la profonda educazione religiosa ricevuta dalla madre gli richiedeva, alle opere
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                           Così, oltre alla parrocchia dell’Annunciata in Borgo Po, frequentava con una certa assiduità Casa
                        Alfieri di Sostegno, punto di riferimento per iniziative benefiche dell’aristocrazia cittadina, promosse da
                        Costanza d’Azeglio e da Luisa Alfieri, sorelle di Cesare Alfieri e dalla moglie di lui Luisa Costa della
                        Trinità, ratin com’era chiamata in famiglia, cui Genova era legato da una sincera amicizia.  Le tre no-
                        bildonne avevano unito il loro patrimonio e le loro forze nel 1837 per dar vita all’Istituto Alfieri Carrù
                        che aveva il compito di assistere, educare e preparare a una vita dignitosa le ragazze povere. Già ora in-


                        37  Ministero della Guerra, Stato di servizio, cit., 26 settembre 1837.
                        38  Ilio Jori, La Casa militare alla corte dei Savoia. Notizie storico-organiche (1554 – 1927). Ministero della Guerra. Comando del Corpo
                           di Stato Maggiore. Ufficio storico, Provveditorato generale dello Stato, Roma,1928, tav. LII.
                        39  Geremia Bonomelli (Nigoline, Brescia 1831 – Ivi 1914) Studiò a Roma nel collegio Capranica e nell’università Gregoriana, insegnò
                           quindi 12 anni a Brescia teologia. Nel 1866 fu fatto parroco di Lovere, e il 5 ottobre 1871 fu nominato da Pio IX vescovo di Cremona.
                           Bonomelli fu uno dei vescovi italiani che più si prodigò perché fosse superata la profonda divisione tra stato e chiesa cattolica che
                           rappresentava la doloroso eredità della breccia di Porta Pia. Divenne così nel tempo il punto di riferimento del cattolicesimo moderato
                           transigente, favorevole a una conciliazione e a un accordo politico con la classe dirigente liberale. Criticò per questo il Non expedit
                           convinto della necessità per il bene del paese e della chiesa della partecipazione dei cattolici alla vita politica nazionale. Il passo
                           più importante e clamoroso che fece in favore di una conciliazione tra Stato e Chiesa in Italia fu la pubblicazione, su La Rassegna
                           Nazionale del 1º marzo 1889, di un articolo apparso allora anonimo, dal titolo Roma e l’Italia e la realtà delle cose. Pensieri di un
                           prelato italiano. Per la sua posizione critica nei confronti della politica vaticana fu ripreso da Leone XIII e di fronte all’autorevolezza
                           della riprovazione fece atto di sottomissione il 21 aprile 1889, giorno di Pasqua, nella cattedrale di Cremona. Svolse un’importante
                           opera pastorale volta in particolare a incrementare le vocazioni religiose e a favorire un rilancio del movimento cattolico in Lombardia
                           in un momento di vivaci fermenti anticlericali e massonici. Nel 1900 fondò un’associazione di assistenza per gli emigranti italiani
                           in Europa, più tardi chiamata l’Opera Bonomelli. Strinse vincoli di amicizia con molte personalità dell’epoca: Zanardelli, Pascoli,
                           Giacosa e Genova Thaon di Revel. Ebbe frequenti contatti con gli ambienti di corte e in particolare con la regina Margherita.
                        40  Geremia Bonomelli, Profili di tre personaggi italiani illustri e moderni, Casa editrice Cogliati, Milano,1911, p. 32.
                        41  Genova Thaon di Revel, Dal 1847 al 1855: la spedizione di Crimea: ricordi di un commissario militare del re, Dumolard, Milano,
                           1891, p. 111.
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