Page 22 - Il lungo Risorgimento del Generale Genova Thaon di Revel - Per l'Italia e per il Re
P. 22

22                                             Thaon di Revel




















                                                                               somma troviamo nel giovane sottote-
                                                                               nente quello spirito di attenzione e di
                                                                               sostegno per le persone in difficoltà,
                                                                               specie quelle a lui più vicine, che ve-
                                                                               dremo espresso in modo compiuto in
                                                                               un drammatico episodio della guerra
                                                                               di Crimea.
                                                                                         42
                                                                                  La  sua  vita  era  dunque  scandita
                                                                               secondo i ritmi e le regole dei ram-
                                                                               polli dell’aristocrazia subalpina che
                                                                               frequentavano il mondo elegante: gli
                                                                               inviti a pranzo, le soirées, i balli, i
                                                                               viaggi, gli impegni caritatevoli e di
                                                                               beneficenza,  oltre  che  gli  obblighi
                                                                               militari. Nel 1840 ottenne la promo-
                                                                               zione a luogotenente di I classe.
                                                                                                              43
                                                                                  Fu tra i soci fondatori del Club del
                                                                               Whist di Torino, l’importante ritrovo
                                                                               dell’alta  società  piemontese  aperto
                                                                               nel  1841  a  Palazzo  Birago,  nell’at-
                                                                               tuale  via  Carlo  Alberto.  Ne  aveva
                                                                               sostenuto la nascita Cavour, che, dai
               suoi  viaggi all’estero e in particolare dall’Inghilterra, aveva mutuato l’idea di un circolo dove si potes-
               sero ritrovare le personalità più eminenti del Regno di Sardegna e poi, nell’ora degli esuli, dell’Italia
               intera: letterati, politici, militari, uomini d’affari, per giocare a carte, certo, ma soprattutto per confron-
               tarsi, discutere e parlare in tutta libertà. Il ruolo attivo avuto nella fondazione del Circolo del Whist, oltre
               all’interesse per il gioco, ci conferma il carattere estroverso e comunicativo del giovane di Revel, la
               voglia di entrare in relazione con le persone dalle più diverse posizioni ideali che frequentavano il Club:
               da Charles-Albert Costa de Beauregard, leader della Destra monarchica e cattolica, a Pietro De Rossi
               di Santa Rosa, al marchese Carlo Emanuele Birago di Vische direttore e proprietario della battagliera
               Armonia, espressione dei cattolici intransigenti  , a Cesare Balbo, a Camillo Benso conte di Cavour. Il
                                                             44

               42  Costanza d’Azeglio ricordava con parole di elogio come il giovane Genova avesse assistito in modo «ammirevole, pensando all’anima
                   e al corpo» il suo amico Paolo Costa della Trinità, fratello di ratin, colpito da una malattia incurabile. Cfr. Costanza d’Azeglio, lettere
                   al figlio (1829 – 1862), Torino 10 dicembre [1839] vol. I, cit., p. 180.
               43   Ministero della Guerra, Stato di servizio, cit., 10 novembre 1840.
               44  Il di Revel ebbe modo di seguire da vicino la genesi del (detestato) giornale l’Armonia, nato dall’incontro del sacerdote don Giacomo
                   Margotto con gli esponenti più conservatori della nobiltà torinese: «Questo prete ebbe la buona fortuna di entrare in relazione con
                   un ricco patrizio torinese, le cui opinioni erano contrarie alle innovazioni politiche, e gli suggerì l’idea di sussidiare un giornale per
                                                                                         capitolo primo
   17   18   19   20   21   22   23   24   25   26   27