Page 227 - Il lungo Risorgimento del Generale Genova Thaon di Revel - Per l'Italia e per il Re
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Ministro della Guerra 1867 227
ma lasciò tensioni e risentimenti tra i membri dell’esecutivo.
A lui toccò subito affrontare la situazione allarmante creata da Garibaldi e dai suoi seguaci che per-
correvano l’Italia infiammando l’opinione pubblica con la questione di Roma. Il di Revel diramò il 16
aprile, anche se formalmente dimissionario, un’informativa molto chiara ai comandanti i dipartimenti di
Firenze e di Napoli, per dare disposizioni nel caso il partito insurrezionale mettesse in atto un tentativo
di invasione del territorio pontificio: tali manovre dovevano essere contrastate a qualunque costo, dato
che il governo aveva intenzione di rispettare scrupolosamente la Convenzione del 15 settembre 1864:
“Credo poi opportuno soggiungerle, che uno dei mezzi dei quali cercano di valersi gl’individui di
quel partito per agevolarsi nell’esecuzione del loro progetto, si è quello di spendere voce, e cercare
di far credere che il Governo, tuttoché dichiari di essere contrario ai loro disegni, di nascosto invece
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li favorisce.”
La questione romana era al centro dell’azione del governo anche per quel che riguardava la liquida-
zione dell’asse ecclesiastico e il pagamento del debito pubblico pontificio delle regioni occupate dall’e-
sercito italiano e ora parte del nuovo Regno, secondo la Convenzione del 1864, funesta dote d’infiniti
guai . Il ministro della Guerra si espresse al riguardo per una linea molto rigorosa. Si riconosceva nella
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11 Ivi, p. 89.
12 Il di Revel, era stato molto critico sulle linee indicate dal precedente governo La Marmora e fatte proprie dal Gabinetto Ricasoli. In
particolare sulla missione affidata al consigliere di stato Michelangelo Tonello, che doveva svolgere un tentativo di mediazione tra lo

