Page 228 - Il lungo Risorgimento del Generale Genova Thaon di Revel - Per l'Italia e per il Re
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               posizione moderata sostenuta dagli esponenti più autorevoli della Destra, Balbo, Menabrea e lo stesso
               fratello Ottavio di Revel, contrari al percorso di laicizzazione dello Stato e della società civile, ma ri-
               vendicava con orgoglio la linea della sovranità nazionale: per qualunque controversia si doveva trattare
               direttamente con lo Stato Pontificio, rifiutando ogni mediazione francese che sarebbe risultata avvilente.
               Così, coerente con la sua posizione di cattolico e di italiano, tornava sul punto centrale del problema in
               una lettera del 27 aprile a Ottavio:
                     “Si dichiari rispetto assoluto alla Religione Cattolica, alle Chiese, al Clero, Non si permetta insulti
                     al Sommo Pontefice. Non si abbia rossore di dichiararsi cattolici, ma ciò non esclude di essere Ita-
                     liani. L’Italia è cattolica nell’immensa sua maggioranza. Il Papa ha una supremazia sulle cose reli-
                     giose, e si deve riconoscere. Ma si separi la politica dalla religione. Il papa non è da rimproverarsi
                     se non riconosce il regno d’Italia, ma questo deve essere riconosciuto dal clero che funziona nelle
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                     province del regno. Qui non è più questione religiosa ma politica.”




               Le Chemin du Paradis

                  Ad agitare ancor più la vita politica nazionale ci pensò la moglie di Rattazzi, Maria Wyse Bonaparte
               vedova de Solms,  oggetto, da molto tempo, di pettegolezzi e di censure da parte degli esponenti più
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               influenti della società italiana per i suoi comportamenti stravaganti e per le sue amicizie. Poco prima del
               loro matrimonio, svoltosi in modo quasi clandestino, Agostino Petitti di Roreto aveva espresso in una
               lettera da Milano al generale La Marmora le sue critiche senza riserve a proposito della relazione dei due
               appassionati amanti:
                     “Ho visto Rattazzi di ritorno dal Lago di Como dove aveva fatto una corsa per vedersi con la Solms,
                     di cui è innamorato come se avesse 18 anni. Anche questa è una disgrazia per lui come uomo poli-
                     tico, imperocchè la mentovata donna è un’intrigante, e colle sue relazioni colla Famiglia Imperiale
                     da una parte e coi rossi dall’altra lo compromette. Per altra parte alla sua età presta alquanto il
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                     ridicolo il vederlo correr dietro e servir da cavaliere una donna tanto perduta di reputazione.”
                  Madame Rattazzi era in quel momento al centro dell’attenzione come autrice di un libro edito a Pari-
               gi, ma distribuito con grande successo anche a Firenze, Le Chemin du Paradis, quinto volume della saga
               romantica La Piège aux Maris. Nel libro vi era un capitolo in cui l’autrice descriveva la società corrotta
               e depravata di un’immaginaria città chiamata Bicheville, abitata da gente della peggior risma, donne
               perdute, truffatori e falsari; chiunque avesse barato al gioco o per viltà rifiutato un duello finiva per
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               rifugiarsi a Bicheville rappresentata come un autentico ricettacolo di persone equivoche e depravate.
                  L’allusione ai membri più in vista della società della capitale d’Italia non era poi tanto nascosta e tra
               i personaggi odiosamente ridicoli descritti dalla Rattazzi figurava il Marquis Benjoli in cui si era ricono-



                   stato italiano e quello pontificio, che non giudicava all’altezza del suo incarico, meno di un commesso viaggiatore.
               13  Genova Thaon di Revel Sette mesi al Ministero, cit., p. 90.
               14  Maria Wyse – Bonaparte (Waterford 1831 – Parigi 1902) Sua madre era Letizia Bonaparte, figlia di Luciano Bonaparte, fratello di
                   Napoleone I, Maria era dunque imparentata con Napoleone III.  Fu educata a Parigi e nel 1848, all’età di 17 anni, sposò il ricco conte
                   Frederic Joseph de Solms che presto la lasciò per andare in America. Nella capitale francese Maria aprì un salotto frequentato da illu-
                   stri intellettuali, scrittori e artisti come Eugène Sue, Alexandre Dumas, Eugène Scribe, Emile de Girardin, Jules Simon, Jules Sandeau
                   e anche Victor Hugo. Dopo la seconda guerra di indipendenza Maria de Solms si trasferì a Torino dove conobbe Urbano Rattazzi con
                   cui si sposò il 3 febbraio 1863 nonostante fosse al centro di molte critiche per la sua ostentata parentela con Napoleone III e per i suoi
                   comportamenti anticonformisti. Trasferita la capitale a Firenze, Maria Rattazzi formò anche qui un circolo culturale, ma fu la pubbli-
                   cazione del libro Le Chemin du Paradis nel 1867 a provocare un vero terremoto politico e a mettere in difficoltà Rattazzi.
               15  ASBI, Carte di Alfonso Ferrero della Marmora, cart. XCVII, busta 155 - 513, Milano 18 gennaio 1863.
               16  Pierfelice Borelli, Urbano e Maria Rattazzi. La storia di un grande statista italiano, Cavallermaggiore, Gribaudo, 1993, p. 157.
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