Page 267 - Il lungo Risorgimento del Generale Genova Thaon di Revel - Per l'Italia e per il Re
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L’uLtima stagione 1868 -1910                                    267






















































                             “Una persona che può sapere, mi scrive da Milano una novità! Ma per carità non ne parli con nes-
                             suno, neanche con quelli di casa. L’arcivescovo Ferrari ha chiesto di fare una visita a Re Umberto
                             a Monza. Dice che i tempi son mutati e che oggi si sente di poter fare ciò che non ha fatto all’epoca
                             della sua venuta a Milano.”
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                            Era un momento di grande tensione tra i clericali e i moderati,  sembrava che questo primo incontro
                        tra il cardinale di Milano Andrea Ferrari e Umberto I, che tanta eccitazione aveva suscitato nell’ex Primo
                        Aiutante di campo, potesse essere il prologo perché si aprisse uno spiraglio, almeno nell’ambito della
                        politica milanese, per intraprendere la strada della conciliazione tra il papato e la monarchia. L’incontro
                        si tenne effettivamente il 12 novembre e il cardinal Ferrari scrisse poi a Genova la propria soddisfazione:



                        60  BAM, Archivio Bonomelli, cit., cart. 14, lett. 242, Milano, Appiano, 8 novembre 1896.
                        61  Qualche mese prima, il 24 giugno 1896, anniversario della battaglia di San Martino, era stato inaugurato in piazza del Duomo il mo-
                           numento a Vittorio Emanuele II. La cerimonia, che aveva suscitato apprensione nelle autorità per l’ostilità dei cattolici intransigenti e
                           per i timori di manifestazioni ostili alla monarchia da parte dei repubblicani a testimonianza del di Revel, «era riuscita bene nonostante
                           le previsioni grigie di astensione: rosso nero fa bianco sporco». l’osservatore cattolico aveva pubblicato il giorno precedente un ar-
                           ticolo in cui ammoniva i cattolici moderati con toni al solito molto duri a non prendere parte alla cerimonia «Se passerete domani per
                           la piazza della Cattedrale, ricordatevi che sarete indegni del sacro nome di cattolici, del santo nome di liberi cittadini, del santo nome
                           di italiani, se mai colla partecipazione vostra alla festa officiale contribuiste a renderla più solenne». Cfr. Alfredo Canavero, Milano e
                           la crisi di fine secolo (1896 – 1900), Sugarco Edizioni, Milano, 1976, p. 65n.
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