Page 269 - Il lungo Risorgimento del Generale Genova Thaon di Revel - Per l'Italia e per il Re
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L’uLtima stagione 1868 -1910                                    269




















































                        urbani lombardi, ostile a quell’assetto politico nazionale per il quale l’ormai anziano generale si era bat-
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                        tuto nelle tre guerre di Indipendenza. Accanto alle argomentazioni sui valori ideali, il generale di Revel
                        vedeva in tali organizzazioni sempre più orientate al dialogo con i lavoratori di cui non rifiutavano nep-
                        pure il ricorso allo sciopero, un dannoso parallelismo con il movimento socialista, tanto da scorgervi un
                        pericolo per il futuro dell’Italia; così in prossimità delle elezioni politiche nazionali del 1897 esprimeva
                        tutto il suo smarrimento a Bonomelli e faceva proprie le posizioni de la Perseveranza che rivolgeva un
                        appello, anche agli intransigenti, perché partecipassero al voto per contrastare la prevedibile affermazio-
                        ne dei socialisti
                             nonostante l’abituale mio ottimismo sugli eventi futuri, vedo fosco sui risultati del socialismo predi-
                             cato dai condottieri laici dell’azione Cattolica.  66

                           Il suo appassionato impegno, perché si giungesse finalmente al superamento del Non expedit e alla
                        piena partecipazione di tutti i cattolici alla vita politica del paese, non lo portava comunque a discono-
                        scere l’autorità del pontefice nella guida spirituale della comunità. Così quando a Milano, alla vigilia del
                        ballottaggio, un gruppo di giovani costituitosi in comitato invitò i cattolici a recarsi alle urne senza esi-



                        65  Lo schieramento intransigente non lasciava spazio a dubbi nei ripetuti articoli dell’osservatore Cattolico sull’interpretazione delle sue
                           posizioni di “nemico delle istituzioni”. In particolare chiariva il senso dell’astensione dalle elezioni politiche: «è una condanna delle
                           ingiustizie, delle esorbitanze del liberalismo soverchiatore, disonesto e schernitore delle anime nostre». Cfr. Alfredo Canavero, Milano
                           e la crisi di fine secolo, cit., p. 96.
                        66  BAM, Archivio Bonomelli, cit., cart. 15, lett. 61, Milano, 6 marzo 1897.
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