Page 273 - Il lungo Risorgimento del Generale Genova Thaon di Revel - Per l'Italia e per il Re
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L’uLtima stagione 1868 -1910 273
del Regio Commissario Straor-
dinario, il conte di Revel diven-
ne un punto di riferimento per
l’opinione pubblica moderata
cittadina e parve assumere, per
la sua lunga esperienza politi-
ca, militare e anche diplomati-
ca, un rilievo importante negli
instabili equilibri della società
milanese di quei giorni. A con-
ferma della considerazione di
cui godeva, già il giorno 10
dunque, inviava a Bava Bec-
caris un biglietto con allegata
la lettera che aveva ricevuto da
Giuseppe Gavazzi, padre del
deputato Lodovico, esponen-
te di un’importante famiglia
dell’alta borghesia imprendito-
riale lombarda, in ottimi rapporti con il futuro pontefice Achille Ratti, in cui si auspicava la
creazione di una forza cittadina che coadiuvasse l’esercito nel controllo dell’ordine pubblico.
“E’ sempre bene che signori milanesi dichiarino di essere pronti a secondare il governo. La proposta
non mi pare pratica, ma se Ella vorrà farlo ringraziare e dire che nel caso conta sul concorso di
lui e degli amici, farà sempre buon effetto. Le savie disposizioni date hanno represso un movimento
pericolosissimo. L’accorrere degli studenti prova l’accordo. Tiro orizzontale e saranno spazzati. Ho
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avviato una sottoscrizione a favore dei soldati. Speriamo che riesca.
Il breve scritto colpisce per il tono perentorio con cui si rivolgeva al Commissario Straordinario,
quasi dettandogli le linee di comportamento da seguire. Inoltre con il rilievo dato ancora una volta al
tiro orizzontale, vale a dire il fuoco ad altezza d’uomo, confermava che in quel momento il generale di
Revel, analogamente ai responsabili istituzionali e alla gran parte della classe dirigente cittadina e nazio-
nale, pensava di dover fronteggiare una vera e propria insurrezione contro lo stato nazionale organizzata
e diretta da elementi sovversivi con finalità rivoluzionarie che dunque doveva essere affrontata con il
ricorso anche a misure estreme.
78 MRM, Archivio Bava Beccari, busta 8, fasc. 5, 15a (5/1), [10 maggio 1898]. L’appassionato invito ai milanesi suscitò secondo Paolo
Valera “quasi del fanatismo per soccorrere i soldati.” Questo l’indirizzo del conte di Revel: «Una lunga esperienza di servizio militare
mi rende consapevole di quanto debbano soffrire i militari comandati alla tutela dell’ordine ed a reprimere il saccheggio. Mancanza di
riposo, di rancio regolare e l’ansietà di vedersi attaccati dai rivoluzionari affrangono il fisico di quei bravi giovani sostenuti unicamente
dal sentimento del dovere. Devo quindi fare appello a coloro che vorranno associarsi ad una sottoscrizione per alleggerire le dolorose
fatiche» Cfr. Paolo Valera, Le terribili giornate del maggio ’98: storia documentata, s.d., La Folla, Milano, p. 212.

