Page 275 - Il lungo Risorgimento del Generale Genova Thaon di Revel - Per l'Italia e per il Re
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L’uLtima stagione 1868 -1910                                    275




                             permesso alla E.V. di trovarsi in città durante i dolorosi
                             trascorsi. Sarebbe stato di somma utilità che il Clero
                             milanese, ricevendo un diretto impulso da chi siede sul-
                             la Cattedra di S. Ambrogio e di S. Carlo, avesse pronun-
                             ziato senza ritardo una parola di pace, ed offerto il suo
                             ministero per abbreviare una cruenta lotta fratricida.
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                             Gradisca V.E. gli atti della mia osservanza.”
                           In effetti le motivazioni del cardinale per la sua lonta-
                        nanza dalla città, sia pur dovuta a un precedente impegno
                        pastorale, apparivano deboli. Il Corriere della Sera che
                        riportò le due lettere, chiudeva l’articolo con una nota
                        polemica:

                             “Il cardinale dice che la notizia dei tumulti gli giunse
                             inattesa. Come può conciliarsi questo con l’informazio-
                             ne della Perseveranza ch’egli lasciò Milano sabato a
                             mezzogiorno? A quell’ora, senza contare i disordini di
                             venerdì, erano già cominciati i tumulti, e s’erano già
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                             fatte barricate e sparati fucili». “
                           Insomma,  l’autorevolezza  e  la  credibilità  di Andrea
                        Ferrari apparivano profondamente scosse, e sull’onda di
                        queste schermaglie tra i sostenitori del cardinale e i suoi
                        detrattori, si innestò una curiosa questione, frutto eviden-
                        temente della scarsa considerazione di cui godeva Bava
                        Beccaris, sulla paternità della risposta del generale pub-
                        blicata sul Corriere della Sera. Il presidente del Senato
                        Domenico Farini riteneva infatti che la risposta fosse sta-
                        ta in realtà preparata dal Thaon di Revel:
                             “Forse il Revel stesso è stato, se non lo scrittore, l’ispi-
                             ratore della epistola del Bava, troppo per pensiero e per
                             dettato superiori a chi la firmò. “ 82

                           Secondo quanto risultò successivamente allo scrittore
                        Paolo Valera, uno degli ufficiali più vicini a Bava Beccaris (almeno così lo qualificava il giornalista mi-
                        lanese) indicava in Gaetano Negri l’autore dello scritto:
                             “A lui, Bava, non sarebbe mai venuto in mente di umiliare così bene il cardinale Ferrari senza l’a-
                             iuto di Gaetano Negri o meglio senza il Negri (…) E’ stato lui che ha dettato la lettera di risposta al
                                                                                  83
                             prelato fuggiasco con qualche arguzia. Mi sono spiegato?”
                           E’ possibile che fosse proprio l’ex sindaco di Milano l’estensore dell’epistola firmata da Bava, cer-
                        tamente si può però escludere sia stato il di Revel il quale, letto quanto riportato dai quotidiani, scrisse



                        80  MRM, Archivio Bava Beccaris, busta 5, fasc. 3, 4a (5/6), 11 maggio 1898
                        81  Corriere della Sera, La parola dell’arcivescovo, 12-13 maggio, 1898. Anche il di Revel fece notare a Bonomelli l’incongruenza delle
                           motivazioni di Ferrari: «Ignorava tutto, eppure dice che il 6 dovette scendere di vettura, e passar in mezzo ai soldati». Cfr. BAM,
                           Archivio Bonomelli, cit., cart. 16, lett. 142, Milano, 2 giugno 1898. Tutta la questione è trattata in modo ampio in Alfredo Canavero,
                           Milano e la crisi di fine secolo (1896 – 1900), cit., pp. 189 – 191.
                        82  Domenico Farini, Diario di fine secolo, a cura di Emila Morelli, Bardi, Roma, 1961 -1962, vol. II, p. 1298.
                        83  Paolo Valera, Le terribili giornate del maggio ’98, cit., p.14.
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