Page 279 - Il lungo Risorgimento del Generale Genova Thaon di Revel - Per l'Italia e per il Re
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L’uLtima stagione 1868 -1910 279
gono nascosti. La Lega gli (sic) ha, ma non vorrà darli.” 96
Era importante comunque non mollare, non cedere alle
ripetute e numerose pressioni che chiedevano un intervento
di clemenza per l’Albertario, ora che tutto il movimento inte-
gralista era in difficoltà bisognava proseguire nella lotta con-
tinua e aperta contro i nemici dell’Italia unita. Usava parole
bellicose contro Albertario:
“Monsignore Scalabrini, oppresso da una sorella ed una ni-
pote di Davide, lagrimanti, perché mi raccomandasse l’in-
quisito, mi scrisse – Si tratta di salvare un prete che, dopo
tutto, ha delle qualità eccellenti. Certamente io non ebbi
personalmente sempre da lodarmene, ma compio un atto im-
postomi dal Maestro Divino. – Ringraziai currenti calamo
Monsignor Scalabrini pella gentilissima lettera, ma essere
tardi. Ormai il processo con altri 23 coimputati, è già ini-
ziato. (…) Non pare possibile pronunziare parole indulgenti
verso un sacerdote, vera peste nel clero lombardo. “ 97
Occorre sottolineare che anche larga parte della classe di-
rigente lombarda, pur su posizioni ideali lontane da quelle
dei moderati e dei cattolici transigenti, era rimasta colpita e
sconcertata dalle giornate di maggio. Esemplare il caso del
presidente della Camera di commercio di Milano, Ugo Pisa ,
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personalità di spicco della vita pubblica milanese, ex consi-
gliere comunale di area liberale – radicale, filantropo, attento
ai problemi sociali e del lavoro, che individuava, insieme a
quella dei socialisti e dei circoli repubblicani, la responsabi-
lità di una
“rete ampia e a maglie minute di comitati, sodalizi e con-
venticole clericali, che agivano tutti contro l’unità della
patria con Roma capitale e operosissimi nel proclamare e
preparare, sotto pretesto di organizzazione elettorale e di
congressi cattolici, la rivendicazione del potere temporale. Senza parlare degli altri numerosi mani-
poli del partito pseudo cattolico, banditori delle massime collettivistiche e predicanti alle masse la
necessità, per attuarle al più presto, di porre termine all’usurpazione dei diritti della Chiesa, vindice
unica della moralità e dell’uguaglianza sociale.” 99
96 MRM, Archivio Bava Beccaris, busta 8, fasc. 5, 16 (5/1) s.d. [giugno 1898].
97 BAM, Archivio Bonomelli, cart. 16, lett. 155, Milano 14 giugno 1898.
98 Ugo Pisa (Ferrara 1845 – Milano 1910). Studente di giurisprudenza a Pavia, nel 1866 si arruolò volontario per combattere con Gari-
baldi. Terminati gli studi, Pisa, dopo una permanenza di alcuni anni nel corpo consolare, entrò nel mondo della finanza e della borsa
che lasciò poco tempo dopo per dedicarsi ai problemi sociali del mondo del lavoro. Nel 1883 fondò, insieme a altre personalità del
mondo imprenditoriale milanese, il Patronato di Assicurazione e Soccorso per gli Infortuni sul Lavoro. Presidente della Camera di
Commercio di Milano, fu nominato senatore nel novembre 1898, e proprio in quell’anno iniziò a occuparsi della Società Umanitaria.
Ugo Pisa trascorreva le sue vacanze a Borgovico (Como), dove, a partire dalla fine del 1901, aveva la residenza estiva anche Genova
di Revel.
99 Ugo Pisa, La sommossa di Milano, in «Nuova Antologia di Scienze Lettere ed Arti», Direzione della Nuova Antologia, Roma, 1898,
vol. LXXV, p. 675. La citazione è riportata anche da Alfredo Canavero, Milano e la crisi di fine secolo, cit., p. 236, e da Arturo Carlo
Jemolo, Chiesa e Stato in Italia, cit., p. 320.

