Page 270 - Il lungo Risorgimento del Generale Genova Thaon di Revel - Per l'Italia e per il Re
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               tazioni e rivolsero un appello ai più autorevoli esponenti moderati milanesi perché aderissero all’invito,
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               il conte di Revel si rifiutò di firmarlo.
                  L’attrito tra i moderati e i cattolici transigenti da un lato e gli intransigenti dall’altro raggiunse l’apice
               durante il XV congresso cattolico italiano che si tenne a Milano dal 30 agosto al 3 settembre 1897. Dal
               dibattito, cui aveva preso parte anche il cardinal Ferrari, erano uscite due indicazioni molto nette: la con-
               ferma del principio del Non expedit e la rilevanza per il movimento cattolico dell’impegno nel campo
               sociale, testimoniato anche dall’imponente presenza delle organizzazioni di recente formazione, in par-
               ticolare giovanili, che si estendevano a ogni settore, a ogni ramo, a ogni attività economica e associativa.
               Genova, che seguì il congresso con molta attenzione, ne diede una valutazione globalmente negativa e
               dalle sue parole trasparivano la delusione e la preoccupazione per le posizioni assunte, che anticipavano
               poi l’atteggiamento che avrebbe tenuto durante i moti del maggio del 1898.
                     “Mi pare che il congresso fu un vero insuccesso pel partito della Azione cattolica, malgrado tutta
                     la reclame, fantasmagoria, e la claque formata dal comitato Diocesano. Il Cardinale si fece corifeo
                     di ogni oratore, lodando e benedicendo, ed alla chiusa del congresso perdette le staffe inneggiando
                     all’Italia sotto la sovranità del Papa e bandendo la monarchia sabauda. I congressisti tutti sovver-
                     sivi, insultanti e completamente nulli nelle loro proposte.”
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                  Il giudizio sull’Opera dei Congressi e sull’Azione Cattolica come organizzazioni che tendevano al
               sovvertimento della monarchia e alla costruzione di un nuovo assetto istituzionale o sotto la sovranità del
               papa o addirittura con una forma repubblicana, era una valutazione ricorrente negli ambienti moderati,
               in particolare quelli che si riconoscevano ne la Rassegna Nazionale.
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                  Nel primo fascicolo di giugno del 1896 Pietro Stoppani  aveva pubblicato l’articolo «l’azione catto-
               lica sarebbe un movimento repubblicano?» firmato Un Parroco italiano pienamente condiviso dal conte
               di Revel che, pochi giorni dopo, scrisse al da Passano, animatore e editore della rivista, una sua lettera
               in sostegno delle tesi sostenute:
                     “Caro marchese, l’articolo del fascicolo del 1 giugno, scritto da un Parroco Italiano è così bello e
                     giusto, che, se ne avete fatto un estratto, [vi prego] di mandarmene a spese mie una trentina di copie
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                     che manderei per tutta Italia
                  Avuta evidentemente una risposta negativa, il di Revel non si arrese e scrisse nuovamente al da Passa-
               no motivando meglio le finalità della sua richiesta tesa sempre a coinvolgere nella difesa dei suoi valori
               nuovi e autorevoli soggetti, ma sottolineando anche la debolezza del mondo moderato nel suo complesso

                     “Mi rincresce moltissimo che non siasi fatto un estratto dell’articolo del Parroco Italiano. Se fosse
                     possibile ancora farne un numero di copie, con spesa non maggiore di L. 25, lo farei volontieri. Il
                     mio scopo era di mandarla a parecchi cardinali e vescovi, non che ad altri, ed a giornali. Pur troppo
                     il partito conservatore è fiacco. Si teme la scomunica e l’accusa di clericalismo. La Perseveranza
                     è una chiesuola, della quale rifiutai di far parte, pella sua neghittosità, e per non osare alzare la
                     bandiera della conciliazione, come la tiene onorata la Rassegna. Probabilmente vi manderò un ar-
                     ticolo pel n.° del 1° Luglio, ma ne darò preventivo avviso. Avanti sempre Savoia! ma il Re fa troppo
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                     poco.”

               67  «Son venuti a dirmi di promuovere la firma di una supplica al Santo Padre perché levi l’obbligo dell’astensione. Mi limitai a dire che,
                   non credendomi legato all’astensione, non volevo firmare» Cfr. BAM, Archivio Bonomelli, cit., cart. 16, lett. 237, Milano, 24 maggio
                   1898.
               68  Ivi, cart. 15, lett. 192, Appiano, 6 settembre 1897.
               69  Pietro Stoppani (Lecco 1819 – Milano 1899). Fratello di Antonio, geologo, paleontologo, uno dei fondatore del Museo di Storia natu-
                   rale di Milano. Anche Pietro, come il più conosciuto fratello, era sacerdote.
               70  Archivio Manfredo Da Passano, Corrispondenza Collaboratori (Corr/Coll), fascicolo Conte Genova Thaon di Revel, Milano 7 giugno
                   1896.
               71  Ivi, s.d., ma giugno 1896.

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