Page 127 - L'ITALIA DEL DOPOGUERRA - L'Italia nel nuovo quadro Internazionale. La ripresa (1947-1956)
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             50.000  lavoratori  italiani  da adibirsi  prevalentemente alle  miniere di  carbone.
             Poco più di un anno dopo, al 31 dicembre 1947, g1ì emigrati risultavano di 84.138
             unità  prevalentemente col.IOCiti nelle  province di  Liegi e  nell'Ffainaut ed  adibiti
             all'estrazione del minerale. U contenuto dl questo primo ac:cordo era assai severo:
                •  l'età non doveva superare i 35 anni (verrà poi fissata a  40 anni);
                •  l convogli erano fissati di comune accordo,  nella  stazione dl  partenza
                  (Milano), con visita medica, controllo di polizia e firma del contratto di
                  lavoro: ne partiranno  80 nei primi due anni;
                •  la durata. del contrauo era di dodici mesi "pena la detenzione prima del
                  rimpatrio,  il mancato  rinnovo del  passaporto e  l'impossibilità  di  cam-
                  biare lavo.ro prima di avere trascorso in miniera almeno cinque anni";
                •  il  dlriuo ad alloggi  convenienti ("convenables") era  stabilito.  Questo
                  era il pumo  dolente del protocollo percM le  autorità belghe dalle  loro
                  stesse ammissioni  sapevano di  poter disporre soltanto  dì  alloggi  per
                  9.591 celibi e 431 sposati ed i  lavoratori arruolati ernno oltre 50.000;
                •  il vitto, per quanto possibile. era asslcurnto In confomùtà alle  abitudini
                  alimentari dei nuovi venuti;
                •  erano assicurati  condizioni  di  lavoro,  previdenze sociali  e  salari  alle
                  med.esime condizioni di quelle stabilite per l minatori belgi;
                •  gli  assegni  familiari  erano garantiti alle  pari  condizioni dei lavoratori
                  belgi;
                •  un interprete doveva accomp.agnare ciascun convoglio in partenza;
                •  nei cinque bacini il Governo italiano avrebbe dovuto delegare una per-
                  sona di fiducia  incaricata  di  assicurare  i  buoni  rapporti dei lavoratori
                  con i datori di lavoro operando per Il miglior benessere degli emigratL
                In pratica questa serie di disposizioni non garantirono in via generale una
             sistemazione  soddisfacente agli emigrati,  ì quali spesso chiesero di ritornare in
             patria. ruuavia dopo Il  1947 Ullll  serie  di  nuovi accordi  riuscì a  migliorare le
             condizioni di vita degli italiani in Belgio, specialmente per quanto riguardava le
             abitazioni che, in  panenza,  erano  barncche di  campo di  concentramento
             costruiti  dal tedeschi e  che non assicuravano neppure le minime condlzionl di
             vita.  Un'altra  considerazione  riguarda  la sicurezza  del  lavoro:  tra  il  1946 e  il
             1955, ben 488 !talìani trovarono la  mone neUe  miniere in sciagure di cui la  più
             rilevnnte  fu  quella  di  Marcinelle deli'S  agosto  1956, con  136 morti  italiani  sui
             262  monl  complessivi,  italiani  dei  qual!  28 provenivano dallo  stesso paese:
             Manopello negli  Abruzzi.  Un elemento decisivo  che intervenne a  proposito
             dell'emigrazione italiana fu  la crisi del carbone che portò alla chiusura di molte
             miniere che in cinque anni passarono da 120 0957) a  sole 61  (1962). Tenendo
             presente questa evoluzione gli italiani in  parte rimpatriarono ed In parte sì die-
             dero ad occupazioni diven;e dal lavoro In minier:a. Pertanto si può ritenere inre-
             res.~ame rilevare  l'andamento di questa  presenza attrnvcrso la tabella seguente:
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