Page 311 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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CAPITOLO TERZO
la (Modena), Ostiglia (Man-
tova) e Ferrara; la cittadina
di Poggio Rusco, nella Bassa
mantovana, ne avrebbe co-
stituito l’epicentro. Furono
tre giorni di duri combatti-
menti, ma, al termine della
missione, avevano catturato
circa 2.000 soldati tedeschi
e compiuto numerosi atti
di sabotaggio (distruzione
di linee telefoniche; mine
sulle strade di grande co-
municazione, impedendo
spostamenti al nemico, cau-
sandone perdite), furono
di grande aiuto per le forze
angloamericane e le italiane
nella loro risalita a nord .
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Una decina di giorni dopo
fu liberata Jesi; il 10 agosto,
Corinaldo e il 28, Urbino.
I tedeschi, anche in quella
zona, dovettero ritirarsi ri-
uscendo, però, a ritardare
l’avanzata alleata verso An-
cona. Il CIL, dopo questi
combattimenti, era schie-
rato lungo la linea del Me-
tauro, esattamente di fronte
alla Gotica, prima di essere
ritirato dalla linea del fron-
te, il 31 agosto, e trasferito
nelle retrovie per un riordi-
namento che avrebbe poi
dato origine ai due Gruppi
di Combattimento, che en-
treranno in linea solamente
dopo quattro mesi, il Legna-
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no e il Folgore . 1944, i Carabinieri del contingente “R” entrano a Roma. ACCDBSD - Roma
Il versante adriatico era di
notevole interesse come quello tirrenico, rappresentando i punti iniziali e finali delle varie linee di difesa te-
desche. Ancona, come Livorno, era un porto adriatico di primaria importanza: doveva essere assolutamente
35 Per ulteriori dettagli, v. il Gruppo di Combattimento Folgore, cit., p.139 e ss.; www.congedatifolgore.it, L’operazione Herring 20-23
aprile 1945. Lancio di guerra dei paracadutisti italiani. In dettaglio i risultati ottenuti da ogni pattuglia in: www.squadronef.it. Le pattuglie
ebbero notevoli perdite. Vi fu anche un lancio mancato di due pattuglie perché l’aereo dal quale si dovevano sganciare, fu individua-
to e fatto segno dalla contraerea tedesca e quindi l’ufficiale inglese, che sovrintendeva a questo lancio ordinò il rientro, nonostante
le vive proteste dei paracadutisti imbarcati. Era stato previsto un secondo aviolancio (Herring 2) che non venne mai effettuato.
36 In questo periodo di combattimenti aveva avuto 350 caduti e circa 750 feriti. V. per altri dettagli, L’esercito italiano dall’armisti-
zio…, cit., p. 109-111.
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