Page 103 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
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I MILITARI ITALIANI
E LA POLITICA ESTERA NEI BALCANI
ANTONELLO BIAGINI
Gli archivi militari, o meglio gli archivi dei tre Uffici storici di Forza Armata
(Esercito, Marina, Aeronautica) conservano un materiale non secondario ai fini della
ricostruzione della politica estera italiana. Non sono fonti diplomatiche nel senso
rigoroso del termine, ma la documentazione che si riferisce agli addetti militari è
certamente un materiale che si avvicina molto alla tipologia del documento diplomatico,
pur non identificandosi con esso.
Il ruolo di addetto militare risulta, del resto, atipico anche nel contesto della
"professione militare"; tra i suoi compiti quello "informativo" è sicuramente quello
che si è caricato di significati equivoci e maggiormente negativi.
Seguire le operazioni di mobilitazione è, ad esempio, una delle attività specifiche
degli addetti militari. E questo per due motivi: 1) uno interno (studiarne i metodi
per una eventuale adozione e/o reazione); 2) uno di carattere politico. Le operazioni
di mobilitazione avevano, infatti, una discreta estensione nel tempo ed era quindi
possibile (almeno in linea teorica) intensificare le trattative diplomatiche.
Formalmente - fin dalle prime istruzioni - si può rilevare l'esistenza del
problema: gli ufficiali inviati all'estero dovevano rifuggire infatti dai rapporti
con persone "equivoche" e dovevano attenersi ai compiti puramente informativi
sul piano tecnico-militare. Questo sul piano formale. Vedremo invece dilatarsi
sempre di più il ruolo politico sia per le condizioni oggettive nelle quali si
trovano ad operare, sia per l'impulso proveniente dai vertici (capo di Stato
Maggiore, aiutante di Campo del re).
Di questo patrimonio archivistico si parlò durante il primo convegno di
storia militare nel 1969(1); sollevò il problema Rodolfo Mosca, interessato agli
anni della Triplice Alleanza (1882-1914) e in particolare alle convenzioni militari,
sollecitato, in questo, dall'allora imminente e annunciata pubblicazione del
volume di Mariano Gabriele sulle convenzioni navali della Triplice.
Nel 1971 durante il servizio di leva, incoraggiato e guidato da Angelo Tamborra
che ne condivideva le scelte di fondo, iniziavo il lavoro di ricerca sugli addetti
militari operanti nella penisola balcanica.
Negli anni, infatti, che vanno dal Congresso di Berlino alla prima guerra mondiale,
gli ufficiali italiani sono particolarmente presenti come addetti militari, membri di
commissioni internazionali, delegati a convegni, in servizio presso eserciti stranieri
sulla base di precisi accordi internazionali in quell'area danubiano-balcanica verso
la quale maggiormente si indirizza, come noto, la politica estera italiana.

