Page 105 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
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I MILITARI ITALIANI E LA POLITICA FSTERA NEI BALCANI 97
Preoccupazioni più che fondate, come si evince dallo studio dei documenti
relativi alle commissioni per la delimitazione dei confini del Montenegro, della
Serbia, della Romania, della Bulgaria e della Rumelia.
Giuseppe Ottolenghi C'i) nel novembre 1879 viene nominato delegato nella
commissione per la delimitazione del Montenegro; strumento centrale del lavoro
della commissione la "carta austriaca" sulla quale si era già discusso al Congresso
di Berlino, che però non aveva sancito, come criterio direttivo, il principio di
nazionalità, di razza, di religione. Un testo dunque estremamente fluido, tranne che
per la disposizione tassativa di lasciare alla Turchia il territorio delle tribll albanesi.
Il governo turco si mostra ufficialmente favorevole al lavoro della commissione,
salvo vanificarne i contenuti rendendo difficile l'accesso ad alcune località, tanto
che Ottolenghi non riesce, e con lui gli altri componenti della commissione, a
raggiungere i territori che la Turchia aveva dovuto abbandonare ma che si era
rifiutata di consegnare al Montenegro.
Sempre collegata ai lavori della commissione, la relazione del colonnello Velini (6)
sulla delimitazione della Serbia. Il lungo rapporto è diviso in quattro parti relative
rispettivamente alla delimitazione vera e propria, alle conseguenze politiche, alle
istituzioni serbe e alle condizioni militari del paese. Il nuovo confine della Serbia
viene tracciato in quattro mesi di lavoro (giugno-settembre 1879): dodicimila chilometri
quadrati, con una popolazione di circa trecentoll1ila abitanti, sono annessi al paese.
Questo confine, "tracciato sommariamente a Berlino", non risponde esaurientemente
al principio di nazionalità ed è quindi sin troppo facile prevedere futuri problemi e
scontri: il rimpatrio degli albanesi e le questioni relative ai progetti ferroviari austriaci,
costituiscono i principali nodi da sciogliere. ~Italia, a giudizio di Velini, per la tutela
dei propri interessi economici e commerciali non deve rimanere assente: è necessaria
quindi una linea politica coerente e consequenziale.
Nella commissione di delimitazione del confine tra la Romania e la Bulgaria
viene nominato, nell'agosto 1878, il colonnello Orero(7). Ufficiale di formazione
piemontese e risorgimentale, attore non secondario di alcune vicende storiche
italiane, mostrando costantemente una spiccata personal ità. Entrato nell' Accademia
militare di Torino nel 1855, partecipa alla presa di Roma nel 1870. Trasferito
allo Stato Maggiore nel 1872, nel 1875 viene inviato quale osservatore alle
grandi manovre dell'esercito russo a Pietroburgo. Dopo aver lavorato alla delimi-
tazione dei confini in Dobrugia e in RUlllelia, riceve nel 1889 il StiO incarico di
maggior rilievo quando viene chiamato a sostituire il generale Baldissera in Africa.
Si trova allora a organizzare l'amministrazione della colonia Eritrea e a svolgere,
di fatto, le funzioni di governatore. Assertore della necessità di pacificare il Tigrè
e di estendere l'influenza italiana su quelle popolazioni per sottrarle alla propaganda
dei due ras ribelli, Mangasci e Alula, elude gli inviti alla prudenza forniti da
Crispi alla sua partenza dall'Italia e si pone in contrasto con il rappresentante
italiano, conte Antonelli. Promuove quindi una spedizione verso Adua per non

