Page 104 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
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96 ANTONELLO BlAGINI
La situazione balcanica, dunque, uno degli sfondi che meglio rappresenta, al
di là dei compiti formali, ruoli e funzioni degli addetti militari, i quali operano
nell'ambito delle trattative diplomatiche, molteplici e complesse, che caratterizzano
l'ultimo ventennio dell'Ottocento e il primo decennio del secolo successivo.
La questione d'Oriente si ripropone ufficialmente con l'insurrezione contro
i turchi in Erzegovina (luglio 1875) e con la dichiarazione di guerra di Serbia e
Montenegro al governo ottomano (luglio 1876); la reazione ottomana dell'anno
successivo offre il pretesto alla Russia per intervenire direttamente, vanificando i
risultati del Congresso di Parigi del 1856 che aveva ribadito il principio di
integrità dell'Impero ottomano e la neutralizzazione del mal' Nero.
Della questione d'Oriente vengono investiti gli addetti militari di Vienna e
Berlino.
Luigi Majnoni(2l sin dall'inverno 1875 segnala da Vienna al capo di Stato
Maggiore la mobilitazione in atto nell'Austria-Ungheria, e valuta a pieno l'importanza
delle decisioni del Ministero della Guerra austriaco: queste, infatti, sono tali da
giustificare l'intervento dell'esercito nella Bosnia. Un ruolo molto importante in
quell'occasione sarebbe stato affidato all'artiglieria da montagna, raccolta in
Dalmazia, in Tirolo e a Vienna.
Lo stesso Majnoni è autore di un lungo rapporto(3l, redatto nel dicembre del
1876 dopo una missione in Serbia e in Turchia per la delimitazione della linea
d'armistizio fra i due contendenti. In tale rapporto egli descrive l'ordinamento
dell'esercito turco, carente a suo avviso nella preparazione dei quadri, nell'armamento
e nell'equipaggiamento; tali limiti, secondo il Majnoni, avrebbero influito negati-
vamente in un eventuale scontro con gli eserciti europei.
Luchino del Mayno(4l, assegnato all'ambasciata italiana a Berlino, dal 1876
segue la mobilitazione dell'esercito russo e tutti gli avvenimenti che si svolgono
nell'Oriente balcanico. Egli si mostra particolarmente interessato all'organiz-
zazione della campagna da parte dei russi e dei turchi e attorno a questo tema
raccoglie informazioni e osservazioni provenienti dagli ufficiali prussiani e da
quelli russi. Secondo l'opinione prevalente, diffusa a Berlino, lo zar chiede al
popolo romeno un sostegno solo logistico e non militare, cosa che accadrà
regolarmente fino agli avvenimenti di Plevna, quando infine sarà costretto a
sollecitare anche una collaborazione militare.
Del Mayno sottolinea da una parte l'inazione turca e dall'altra la mancanza
di organizzazione russa, almeno per i primi mesi della campagna; ma l'assenza di
attività sul teatro di guerra della Bulgaria continua e l'ufficiale italiano considera
tale situazione come decisamente negativa per la Russia.
È da notare comunque che del Mayno, componente della commissione
militare incaricata di preparare il materiale cartografico per le riunioni dei plenipo-
tenziari al Congresso di Berlino, rileva l'inadeguatezza degli strumenti cartografici
con il conseguente acutizzarsi dei conflitti sui confini al momento del lavoro
concreto sul terreno.

