Page 99 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
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LE  STAZIONI  NAVALI  NELL'AMERICA  LATINA  E  LA  DIFESA  DEGl.l  INTERESSI  ITALIANI",   91


              Si  dovette  poi  attendere  il  periodo  a  cavallo  degli  anni  Venti  e  Trenta  per
          registrare  due  altre  importanti crociere  nel\' Atlantico  sud-occidentale.  Nel  1929
          infatti  il  nuovissimo  incrociatore  pesante u'ento  effettuò un viaggio  di  cortesia e
          di propaganda a Rio de Janeiro, Bahia,  Buenos Aires e Montevideo, mentre tra il
          1930  e  il  1931  una  Divisione  di  otto  esploratori  della  classe  "Navigatori",  al
          comando  dell'ammiraglio Umberto  Bucci,  eseguì  attività  di  scorta  e  di  sostegno
          radiotelegrafico  e  meteorologico  a  vantaggio  della  famosa  trasvolata  di  Italo
          Balbo tra  l'Italia e il  Brasile(26).
              Dopo due crociere di istruzione svolte nei Caraibi e nel Nordamerica dalle navi
          scuola  Cristoforo  Colombo  e Amerigo Vespucci  nel  1932-1933  e  dopo  la  contem-
          poranea partecipazione dei  due sommergibili Balilla e Mille/ire  e delle due vedette
          Biglieri e Matteucci alla cosiddetta "crociera del decennale" di Italo Balbo in direzione
          degli Stati Uniti (impresa che esula dal nostro tema), l'ultima comparsa di navi italiane
          nell' America latina vera e propria si ebbe alla vigilia della seconda guerra mondiale.
              Infatti ilS novembre 1938 salpò da Napoli la 7" Divisione incrociatori (Eugenio
          di Savoia e Duca d'Aosta), al comando dell'ammiraglio Edoardo Somigli. Essa avrebbe
          dovuto inizialmente compiere un intero periplo del globo, ma la crescente tensione
          internazionale di  quei tempi consigliò alla fine  di  limitare la crociera alle sole acque
          sudamericane orientali e occidentali, con ritorno in Patria il3 marzo 1939 attraverso
          il canale di Panama. Ci furono poi altri cambiamenti di programma nelle varie tappe
          previste, tra cui sorprende, data la politica di forza instaurata dal fascismo, la cancel-
          lazione della sosta a Valparaiso "in seguito al cambio del regime nel Cile, accompagnato
          da  manifestazioni  poco  amichevoli  verso  l'Italia",  complicazione  che  nel  passato
          aveva  invece determinato proprio il  locale  accorrere di navi  nazionali (27).
              In  conclusione  l'attività  navale  italiana in America latina vide tra l'Unità e
          la fine dell'Ottocento il suo massimo sviluppo, con 43 unità nazionali che sostarono
          in quelle acque su un totale di 79 navi contemporaneamente impegnate oltremare.
          Da allora però, anche a causa delle crescenti complicazioni internazionali sfociate
          nella prima guerra mondiale e poi nell' avvento del fascismo,  la presenza in loco
          della Marina italiana divenne sporadica ed occasionale, non più improntata cioè
          alla protezione delle nostre comunità di  emigrati, ma finalizzata principalmente
          a "mostrare bandiera", esigenza prioritaria soprattutto nei  regimi  dittatoriali in
          un periodo in cui le finalità ideologiche prevalevano su quelle civili e umanitarie.




                                            NOTE
               (1)  Sull'argomento  vds.,  tra  l'altro,  C.  Brizzolari,  Storia  di  Genova  sul  mare,  Firenze,
          Vallecchi,  1972.
               (2)  Cfr.  M.  Gabriele,  La  prima Marina  d'Italia  (1860-1866),  Roma,  Ufficio  Storico
          della Marina Militare,  1999, p.  78-79.
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