Page 96 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
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                 Di conseguenza si verificò addirittura un biennio di assenteismo navale italiano
             in Sudamerica, che  perdurò fino  al  1890 quando l'incrociatore Amerigo Vespucci
             compì una crociera lungo le coste brasiliane, argentine, cilene e peruviane, spingendosi
             anche all'interno, lungo le  classiche vie fluviali.  Questa unità venne poi sostituita
             nell'anno seguente dalle cannoniere Andrea Provana e Sebastiano Veniero, affiancate
             nel  1892-1893  dagli  incrociatori Giovanni Bausan  e Dogali.


             Il pericolo di epidemie e di  una guerra col Brasile
                 Il nuovo e da tempo insolito ammassamento di tante navi nella Stazione navale
             del  Rio  de  La  Plata  era  stato  determinato  dall'insorgere  di  gravi  complicazioni
             diplomatiche  tra  Roma  e  il  nuovo governo  repubblicano  brasiliano,  incapace  di
             proteggere  i  residenti  stranieri  dai  disordini  scoppiati  in  più  parti  dell'immenso
             paese sudamericano e culminati il 6 novembre 1893 nell'uccisione di un marinaio
             del Bausan ad opera dell'Esercito federale. La reazione delle navi stazionarie europee
             (tre  inglesi,  due  tedesche,  una  francese  ed  una  portoghese)  portò  allora  alla
             nascita  pressoché  spontanea di  una  locale  forza  multinazionale,  che  ebbe  come
             comandante provvisorio il più anziano ammiraglio presente, cioè l'italiano Giovan
             Battista Magnaghi, appena sopraggiunto a bordo dell'altro incrociatore Etna,  ma
             richiamato in Patria alla fine  dell'anno(17).
                 Anche  gli  altri due  incrociatori  (il Bausan  e  il  Dogali)  e  le  due cannoniere
             Pro vana e Veniero ricevettero in breve successione l'ordine di rimpatriare, soprattutto
             dopo lo scoppio in zona di un'epidemia di  febbre gialla, che causò vittime anche
             tra gli  equipaggi delle  navi europee e americane, come accadde ad  un marinaio
             dello stesso Dogali.  Pertanto,  per un  anno, cioè  fino  all'arrivo  dell'incrociatore
             Liguria  all'inizio del  1895, la Marina italiana fu  nuovamente assente nelle acque
             sudamericane,  nonostante  la  sua  flotta  potesse  vantarsi  di  essere  considerata la
             terza nella graduatoria mondiale proprio nel  triennio  1892-1895.
                 La perdurante epidemia di febbre gialla inoltre impedì di lì a poco il previsto
             arrivo nella Stazione di  Rio de La  Plata dell'incrociatore Lombardia, che avrebbe
             dovuto avvicendare il Liguria alla fine del 1895 , ma che, fatta sosta a Rio de Janeiro,
             venne  contaminato  pesantemente  dal  morbo,  con  la  conseguente  morte  di  ben
             138  uomini dell'equipaggio (il  550/0  dell'intera forza), compreso il  comandante e
             cinque ufficiali,  il  che costituiva allora l'equivalente di  una battaglia  perduta(18l .
                 A rendere la situazione ancor più difficile si  rinnovarono in quel periodo in
             Brasile  significative  malversazioni  e  violenze  ai  danni  di  residenti  italiani,  ora
             indifesi di  fronte alle autorità locali che non volevano risarcire i reali o presunti
             danni  da  essi  subiti  durante  la  recente  rivoluzione.  Alcuni  nostri  connazionali
             vennero  maltrattati  da  turbe  in  gran  parte  eccitate  da  addomesticati  resoconti
             giornalistici locali, dando luogo ad una caccia all'italiano "molestatore", con scene
             che dovrebbero essere oggidì di monito a molti benpensanti cittadini della nostra
             civile  e opulenta repubblica.
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