Page 97 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
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LE STAZIONI NAVALI NELL'AMERICA LATINA E LA DIFESA DEGLI INTERESSI ITALIANI... 89
I moti anti-italiani assunsero il loro apice a Santos, tanto che il governo di
Roma, seguendo l'ardita prassi internazionale allora comune, prese seriamente in
esame nell'estate del 1896 un intervento militare punitivo e quindi l'ipotesi di un
conflitto armato contro il Brasile (19).
A determinare questo estremo provvedimento non c'era però soltanto il
desiderio di adeguarsi alla famigerata "politica delle cannoniere", da noi già da
allora condannata quando ad eseguirla erano inglesi e francesi, ma anche e soprattutto
la volontà di ristabilire l'onore militare nazionale appena infranto sul campo africano
di Adua (lo marzo 1896).
Per prima cosa venne immediatamente annunziata la costituzione di una
"Squadra dell' Atlantico", mentre agli ufficiali dell'incrociatore Piemonte, giunto
il 23 settembre a Rio de ]aneiro con il nuovo plenipotenziaro De Martino, fu dato
l'incarico di raccogliere tutte le possibili informazioni utili sulla consistenza e
preparazione della Marina brasiliana (20).
Il Ministro della Marina, Benedetto Brin, affidò quindi al viceammiraglio
Accinni l'incarico di esaminare la fattibilità di un piano offensivo. Tale relazione
fu pronta alla fine di ottobre e segnalò con un certo imbarazzo che il muovere
guerra al Brasile presentava numerose difficoltà, soprattutto a livello logistico,
tanto da far prevedere più danni che vantaggi ed un inutile sperpero di denaro
pubblico. Inoltre un passo della relazione Accinni esprimeva forti dubbi sulla
lealtà e sulla forza d'animo dei nostri connazionali in Brasile, che "non ricordano
la patria se non per i sentimentali entusiasmi e ben poco quando, per compiere
verso di essa forti doveri, debbasi provare virilità d'animo"(21).
Nella speranza di ricevere maggiore conforto, il Ministero della Marina
chiese una relazione sul caso anche all'ammiraglio Palumbo, comandante della
cosiddetta "Divisione volante" di Augusta e che avrebbe dovuto presumibilmente
assumere la direzione della spedizione navale contro il Brasile. Tuttavia anche il
giudizio del Palumbo fu improntato al noto adagio del "vorrei ma non posso",
puntando questa volta soprattutto sull'inadeguatezza delle informazioni relative
alle Forze Armate brasiliane.
Alla fine, fortunatamente, la diplomazia ebbe la meglio sulle velleità militariste,
grazie al silenzioso lavoro del plenipotenziario De Martino che, sebbene non fosse
riuscito ad avere completa soddisfazione nell'intricata vicenda dei nostri connazionali,
riuscì almeno a raggiungere al proposito un accettabile compromesso con le autorità
di Rio de ]aneiro(22).
Dalla fine dell'Ottocento alla seconda guerra mondiale
Negli anni conclusivi dci XIX secolo le acque del Sudamerica furono percorse
da varie unità italiane, alcune delle quali componenti un'apposita "Divisione navale
oceanica" creata in occasione del conflitto ispano-americano del 1898. Tra le navi

