Page 98 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
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             più  insistentemente  presenti  in  loco  si  distinse  l'incrociatore  Calabria,  della  cui
             missione ci è giunto solo recentemente un resoconto di  prima mano, redatto cioè
             da un suo marinaio, Giuseppe La Scala, che ci  ha ricondotti nel clima del tempo,
             rinnovando la tradizionale produzione diaristica, tipica dell'Ottocento(23).
                 Seguirono, nei primi anni del nuovo secolo, le crociere dell'Umbria, spintasi
             fin sulle coste del Perù, dell'Elba e del Liguria, quest'ultimo incrociatore al comando
             del duca degli Abruzzi. Ritornò poi nelle acque sudamericane l'incrociatore Dogali,
             che  compì  una  lunga  crociera  sulle  due  sponde  del  continente  tra  il  1904 e  il
             1907, venendo  poi  ceduto  alla  Marina  uruguayana  e  ufficialmente  radiato  dal
             quadro del  naviglio  militare il 16 gennaio 1908(24).
                 Nel periodo immediatamente successivo si alternarono nella Stazione del Rio
             de La  Plata l'Ettore Fieramosca,  il Puglia,  il  Pisa  e,  a più  riprese, l'Etruria,  fino  a
             quando, a causa della guerra di Libia (1911-1912) e poi della prima guerra mondiale,
             la  Regia  Marina  interruppe  il  regolare  e  periodico  invio  di  proprie  unità  nelle
             acque sudamericane.
                 La  bandiera italiana ritornò a sventolare  in quelle acque  nel  1924, grazie ad
             un'iniziativa piuttosto singolare. In quell'anno, infatti, il nuovo regime fascista decise
             di organizzare in America meridionale e centrale una Fiera Campionaria itinerante,
             che  avrebbe  dovuto  reclamizzare  i principali  prodotti  nazionali,  a beneficio  delle
             nostre esportazioni locali. Fu  scelto allo scopo il piroscafo Pa/asciano,  ribattezzato
             Italia, iscritto provvisoriamente nel ruolo del naviglio dello Stato e posto al comando
             del capitano di vascello Carlo de Grenet, che compì la sua missione tra il 18 febbraio
             e il 20 ottobre di quell'anno. Esso toccò, con buoni risultati commerciali, i principali
             scali sudamericani della costa orientale e occidentale e rientrò attraverso il  canale
             di Panama, sostando in alcuni  porti caraibici.
                 Invece  non fu  più sentita a Roma  l'esigenza di  ripristinare la  consuetudine
             di  una  costante  e  non  occasionale  presenza  navale  italiana  in  America  latina,
             sempre più popolata da connazionali immigrati, ma anche sempre più nell'orbita
             statunitense.  Maggiore attenzione, al  contrario, sembrò essere  allora rivolta dal
             Ministero della Marina alle  acque asiatiche  ed estremo-orientali, che tra le  due
             guerre mondiali furono senz'altro frequentate più intensamente da nostre rappre-
             sentanze navali (25).
                 La  presenza  della  Regia  Marina  in  Sudamerica  rimase  quindi  affidata  alle
             selezionate crociere di istruzione degli allievi dell'Accademia Navale, come accadde
             ancora  nel  1924.  In  quell'occasione anzi  fu  addirittura predisposta a  detto scopo
             un'apposita "Divisione Speciale", formata dai due incrociatori corazzati San Giorgio
             e San Marco,  agli ordini dell'ammiraglio Attilio Bonaldi e che aveva a bordo anche
             il principe di Piemonte Umberto di Savoia. Tra il  luglio e il settembre di quell'anno
             la "Divisione Speciale" toccò i porti sudamericani di Bahia, Buenos Aires e Montevideo,
             rientrando  in  Patria  il  22  ottobre  attraverso  le  isole  Canarie,  Cadice  ed  Algeri,
             dopo aver condotto anche rilievi  idrografici ed esperimenti radiotelegrafici.
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