Page 93 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
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LE STAZIONI NAVALI NELL'AMERICA LATINA E LA DIFESA DEGLI INTERESSI ITALIANI... 85
sostegno materiale all'azione diplomatica dei rappresentanti consolari del Regno.
Nella malaugurata eventualità di guerre o di disordini locali doveva essere rispettato
il principio di una ponderata neutralità, che poteva essere infranta solo in caso di
ripetute minacce agli interessi dei connazionali e ai consolidati principi umanitari,
operando possibilmente di concerto con le Marine amiche o prevalenti.
A quest'ultimo proposito non si può fare a meno di sottolineare che le relative
direttive generali anticipavano di oltre un secolo quelle assegnate alle odierne forze
multinazionali di pace. Allora però, in mancanza degli attuali strumenti di informazione
e di trasmissione di ordini a lunga distanza (la radio non era stata ancora inventata
e lo scambio di notizie oltremare era affidato alle navi staffetta), ogni comandante
in acque lontane, come quelle sudamericane, doveva godere di una maggiore
indipendenza e discrezionalità nella valutazione degli eventi locali, da parte loro
variabilissimi nel tempo e nello spazio(7).
Nella fattispecie esisteva inoltre una notevole difficoltà di intervento tempestivo
su entrambe le sponde del Sudamerica, attraverso l'infido stretto di Magellano, al
minimo segno di disordini che avrebbero potuto mettere in pericolo le vite e i
beni dei connazionali ormai disseminati nell'immensità del continente. Né era
sempre possibile disporre di un numero di navi sufficiente alla bisogna, soprattutto
quando la situazione in Europa sconsigliava di inviare rinforzi in acque tanto
lontane, come accadde in occasione della terza guerra di indipendenza del 1866
e durante i successivi e ripetuti momenti di crisi tra l'Italia e la Francia nel
Mediterraneo e altrove(8).
Un esempio dei difficili rapporti tra questi due paesi si era appena palesato
oltremare in occasione della sanguinosissima guerra civile americana e soprattutto
del concomitante tentativo di sciacallaggio di Napoleone III in Messico. Nell'occasione
il governo italiano avrebbe voluto inviare una propria nave di vigilanza nelle
acque messicane ed aveva ottenuto al proposito il sempre indispensabile consenso
di Londra. Tuttavia la Francia si oppose decisamente a tale progetto, che quindi
dovette essere accantonato (9).
Sempre in quel periodo, e prccisamente tra il 1864 e il 1870, si svolse in
Sudamcrica la cosiddetta guerra della Triplice Alleanza tra la forte coalizione di
Argentina, Brasile e Uruguay e il Paraguay del dittatore Francisco Soiano Lopez,
conclusasi con la sconfitta e la spoliazione di quest'ultimo Paese, ma anche con
uno strascico di movimenti rivoluzionari fomentati dalle repubbliche andine (Bolivia
e Cile), contrarie allo strapotere brasiliano nella zona. In questo quadro desolante,
reso ancor pitl grave dalle sopravvenute epidemie di colera, la Divisione navale
italiana del Rio de La Plata, dal giugno 1867 al comando ciel contrammiraglio
Anguissola, operò come meglio poteva, pur essendo allora costituita soltanto dalla
malandata pirofregata Regina, ben presto costretta a urgenti lavori di manutenzione
a Rio de ]aneiro, dall'altrettanto scadente corvetta a ruote Ercole e dalle cannoniere
Ardita e Ve!oce(lO).

