Page 197 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
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             delle vie, inseguita dagli italo-tedeschi, che uccisero o ferirono un centinaio di nemici
             e catturarono 240 prigionieri, radunandoli sulle mura. Negli scontri rimase gravemente
             ferito il  2° capo cannoniere Filippo Sammartino che, in un quadrivio, con quattro
             marinai, era stato posto di guardia alle armi tolte ai  drappelli nemici catturati. La
             mattina seguente furono raccolte e distrutte tutte le armi trovate o consegnate dai
             cinesi  (8  cannoni,  oltre  1700  fucili  e  migliaia  di  lance,  sciabole  e  spade)  e,  il  4
             novembre,  Garioni  ripartì  per  Pechino,  dove  arrivò  senza  incidenti.  Per  l'azione
             contro Pao-ting fu furono consegnati agli italiani 26000 dollari, prelevati dalla locale
             Banca, che furono versati nella Cassa del Comando. Fu stabilita anche una commissione
            d'inchiesta,  presieduta dal generale  Bailloud,  comprendente il  tenente di  vascello
             Luigi Balbo Bertone di  Sambuy che giudicò i responsabili delle stragi  e condannò
             a  morte  alcuni  ufficiali;  il 6  novembre,  in  vicinanza  delle  mura,  presente  una
             rappresentanza di quattro marinai italiani, i condannati a morte furono decapitati
             dal  boia  cinese.  Quando le  truppe italiane giunsero a  Pechino,  a  fine  ottobre,  fu
             occupata un'altra zona della Città Tartara, a settentrione del Quartiere delle Legazioni,
             tenuta in  precedenza dai  russi  e,  poi,  dai  tedeschi.  Al  ritorno  dalla spedizione  di
             Pao-ting fu,  le  truppe italiane a Pechino furono così ripartite:
             Città Tartara,  Quartiere Ovest (su  una zona di circa  1,7 km)
                 Comando Truppe;  battaglione fanteria;  batteria da montagna;
                 distaccamento Genio;  Ospedaletto da campo;
                 drappello sussistenza, con magazzini e panificio;

            Quartiere Nord (superficie di circa  1,5 km)
                 battaglione bersaglieri;  battaglione marinai;

             Pagode e Serre Imperiali
                 distaccamento marinai;
             Lato Occidentale del Palazzo  d'Estate
                 una compagnia di  fanteria.

                 Il distaccamento del Genio iniziò la costruzione della Caserma per la Guardia
             alla Legazione e quella per le truppe destinate a Tien-tsin. Nel mese di novembre
             il medico di  la classe  dottor Ludovico Di  Giura, del Fieramosca,  si  recò presso
             il Battaglione  marinai  e  visitò  tutte  le  Caserme,  curandone,  in  particolare,  gli
             aspetti  sanitari.  Il  9  novembre  giunse  la  notizia  che  i  tedeschi  e  gli  austriaci
             partivano  per  Kalgan,  grande  emporio  del  the  e,  specialmente,  delle  pellicce,
             per una nuova spedizione.  Bisognava partecipare con  un contingente piuttosto
             forte  e  fu  messo  a  disposizione  un  battaglione  di  formazione  al  comando  del
             tenente colonnello Salsa (36).  L'azione fu  condotta da truppe tedesche, italiane e
             austriache. La colonna, agli ordini del colonnello tedesco del Comando Supremo
             York von Wartemburg, era formata da 1320 uomini(37). La colonna lasciò Pechino
             il  12  novembre.  Strada  facendo  fu  stabilito  un  comando  tappa  a  Tsha-tau,
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