Page 366 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
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             responsabilità dell'uccisione della Commisione Tellini.  Data la figura  e la carriera
             del generale  non ci  sembra neppure plausibile che  l'azione possa essere scaturita
             da questioni personali sorte con la controparte ellenica; se il complotto ebbe origine
             in  Grecia ci  pare  arguibile  che  debba  essere  partito da livelli  più  alti  che  quello
             del semplice tenente colonnello Botsaris e che debba legarsi più alla situazione dei
             rapporti complessivi  italo-greci che alla sola questione dei  confini.

             I rapporti italo-greci nel  1923

                  Sino alla firma del Trattato di  Losanna con la Turchia, avvenuto il  24 luglio
             del  1923, i nostri rapporti con lo stato greco potevano essere considerati sufficien-
             temente buoni.  Durante gli  ultimi due anni del conflitto mondiale, pur se  sempre
             presenti nelle azioni  di gunboat diplomacy  dell'Intesa contro la  Grecia, avevamo
             avuto un ruolo minore e un atteggiamento molto prudente e quasi sempre filoel-
             lenico. Anche durante il  bombardamento di Atene  e l'occupazione di porzioni di
             territorio greco,  tra cui  Corfù,  la  partecipazione  italiana  alle  azioni  di  fuoco  era
             stata minima ed il comportamento molto equilibrato dei comandanti degli stazionari
             italiani  nei  porti ellenici  era da considerarsi  esemplare.  Durante le  discussioni  a
             Versailles  per i Trattati  di  pace  però la  posizione assai  intransigente  di  Venizelos
             nei riguardi della sorte del Dodecaneso c dell'area meridionale greco-albanese mise
             l'Italia  in  aperto  contrasto  con  i  vicini  balcanici.  l?ltalia  comunque  era  uscita
             dalla  prima  guerra  mondiale  con  un  ruolo  internazionale  assai  cresciuto  e  la
             scomparsa  degli  Imperi  centrali  migliorava  la  sua  posizione  in  Adriatico  e  nel
             Levante,  nonostante alcune manifestazioni contrarie degli  ex Alleati.  I Ministri
             degli Esteri e della Marina che si  erano succeduti nel periodo 1919-1922 erano
             stati  sempre  pronti  a  mantenere  una  solida  presenza  nelle  acque  egee  e  negli
             stretti turchi a dimostrazione degli interessi commerciali, politici e militari italiani
             nell'area.  Questo atteggiamento aveva certamente preoccupato  i governi  greci,
             assai  instabili  per problemi  eli  politica  interna,  ma  tutti  più  o  meno  legati  alla
             cosiddetta "granele idea", ossia ad un completo controllo eli tutte le regioni abitate
             eia  popolazioni ellenofone.  Nel  gennaio  1922 l'Italia aveva  denunciato  il  Patto
             Tittoni-Venizelos del 1919, riguardante la sorte di Rodi e delle altre isole Sporadi,
             che infine il  Trattato eli  pace con la Turchia assegnava definitivamente all'Italia.
             Nella  Conferenza  degli  Ambasciatori,  che  aveva  sede  a  Parigi,  a  cui  parteci-
             pavano  la  Francia,  la  Gran  Bretagna,  il  Giappone  e  l'Italia,  la  nostra  nazione
             veniva  ad avere un  ruolo importante e decisamente  poco favorevole  alla  Grecia
             sulle decisioni  per il  confine di  quest'ultima con l'Albania.
                  Quindi  nel  1923  i  rapporti  greco-italiani  erano  molto  tesi  con  la  stampa
             ellenica decisamente  orientata in  moelo  ostile  nei  riguardi  dell'Italia,  inoltre  nel
             novembre del  1922 l'Italia assieme  ad  altre  grandi e  piccole  potenze aveva  rotto
              i rapporti diplomatici con la Grecia a seguito dell'abdicazione del sovrano ellenico
             e dell'assassinio  di  sei  membri del  governo di Atene.  Solamente la  Francia aveva
             mantenuto  normali  relazioni.  Vi  era comunque  una  volontà  da  parte  del  nuovo
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