Page 368 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
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358 PlER PAOLO RAMOINO
Per migliorare rapidamente l'efficienza della Marina, i greci erano ricorsi
all'estero ed una missione britannica era giunta ad Atene nel 1921 diretta dal
rearadmiral Smith e composta da 13 ufficiali, ma tale missione era rientrata nel
giugno 1923 probabilmente a causa delle turbati ve interne elleniche di cui abbiamo
accennato.
A fronte di questa situazione militare l'Italia si presentava con Forze Armate
assai più moderne, efficienti e motivate, che avevano oramai superato (anche se
non completamente) i problemi della smobilitazione del 1919-20 e che vedevano
nei ministri della Guerra e della Marina i massimi esponenti della generazione di
capi che aveva condotto vittoriosamente il conflitto 1915 -18: il generale Diaz e
l'ammiraglio Thaon di Revel.
Un problema diplomatico di fondo nella questione di Corfù, poco trattato
dalla letteratura sia del tempo che successiva, era la "neutralizzazione interna-
zionale" dell'isola. Infatti, secondo soprattutto l'interpretazione francese delle
regole internazionali allora vigenti, le isole di Corfù e di Paxos erano coperte dal
Trattato di Londra del 29 marzo 1864 tra l'Austria-Ungheria, la Francia, la Gran
Bretagna, la Prussia e la Russia che riconduceva alle due predette isole il concetto
di neutralisation che il precedente Trattato del l4 novembre 1863 assicurava a
tutto l'arcipelago ionico.
Questa neutralizzazione era stata un obiettivo importante per l'Inghilterra
quando aveva ceduto proprio in quegli anni l'arcipelago alla Grecia. Secondo
l'interpretazione francese, data dal professor Philippe nel 1924, la neutralità era
di tipo "garantito", ossia gli stati firmatari erano obbligati ad intervenire in caso
di violazione. In tale situazione uno stato come l'Italia, che voleva compiere una
"rappresaglia" non poteva usare un "atto di guerra" su un territorio reso inviolabile
da trattati internazionali. Certamente pur se il Philippe vuoI dare ampio risalto al
ruolo della Società delle Nazioni nel nostro episodio, sarebbe forse stato opportuno
tener presente anche questa complicazione prima di prendere la decisione
dell'occupazione di Corfù. Probabilmente il governo italiano riteneva decaduto il
Trattato di Londra del 1864 anche in conseguenza dell'occupazione dell'isola da
parte alleata durante il primo conflitto mondiale, occupazione certamente "non
consentita" senza recriminazione da parte dello stato possessore.
Le predisposizioni militari italiane
La firma del Trattato di Losanna poteva dunque far temere una reazione
greca in Egeo e quindi a scopo precauzionale la Flotta fu tenuta disponibile ad un
impiego dimostrativo nelle acque greche. In quel periodo l'Armata navale italiana
si era di fatto ristrutturata secondo una direttiva emanata dal Ministro Sechi già
nel marzo del 1920, in cui veniva attribuito un ruolo quasi esclusivamente "politico"
alle navi da battaglia, privilegiando quello degli incrociatori e degli esploratori.
Quando Revel giunse al Ministero, dopo essere stato a lungo ispettore generale
della Marina, era pienamente aggiornato sulle decisioni tecniche ed operative prese

