Page 364 - Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861-1939)
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              allora  filoserba,  né  nelle  idee  francesi  ed  inglesi  ed  il  primo  abbozzo  di  stato
              albanese non conteneva né il  Kossovo,  incluso nella Serbia, né la  ricca provincia
              della Ciameria, divenuta greca.  Riunitasi  nuovamente a Firenze nel  dicembre del
              1913,  la  Conferenza  degli  Ambasciatori  stabilì  di  costituire  due  commissioni
              internazionali per stabilire i confini settentrionali e meridionali del  nuovo stato.
              La commissione per i confini meridionali non aveva terminato il suo lavoro quando
              scoppiò il  primo conflitto mondiale e tutto fu  rimandato al  termine della guerra.
                  Non  facciamo  la  storia  degli  avvenimenti  politico-militari  in  Albania  ed  in
              Grecia durante il  periodo 1914-18, ricordiamo solamente che la regione balcanica
              fu  teatro di uno dei fronti secondari, ma importanti, del conflitto: la terra skipetara
              di  fatto  occupata dagli  italiani  e contesa dalle forze austriache, la  nazione ellenica
              teatro di rivolte di  palazzo spesso fomentate dall'Intesa per costringerla ad entrare
              in  guerra contro gli  Imperi centrali e sostenere l'azione alleata contro i bulgari ed
              i turchi intrapresa dopo lo sbarco anglo-francese a Salonicco.  Non è da trascurare
              il  fatto  che  soprattutto per volontà  francese  nell'ottobre  del  1916  fu  occupata  la
              capitale greca, smobilitato con vari ultimatum l'esercito ellenico e disarmata la flotta.
              Per appoggiare le richieste politiche gli Alleati non esitarono a proclamare il  blocco
              delle  coste  greche,  sbarcare  nuclei  sempre  pit!  consistenti  di  forze  di  presidio  e
              perfino  bombardare dal  mare  le  principali  installazioni  militari della  capitale.  Dal
              gennaio del  J 917 ottenuto il  disarmo generale delle forze greche ed il cambio del
              governo, di  fatto  la  Grecia visse  in  un  regime  di  quasi-occupazione da parte degli
              Alleati.  Già  nel  gennaio  del  1916  i  francesi  avevano  proceduto  all'occupazione
              dell'isola di  Corfl!, che divenne il  punto di  raccolta e di  riarmo dell'esercito serbo,
              recuperato soprattutto dalle  Forze Navali  italiane  proprio attraverso l'Albania,  ed
              il  canale di Corfl! divenne la principale base avanzata della Marina francese nei due
              ultimi  anni  di  guerra.  All'allora  capo  di  Stato  Maggiore  della  Regia  Marina,
              viceammiraglio  Thaon  di  Revel,  non  sfuggiva  l'importanza  strategica  dell'isola
              dello Jonio  per  il  controllo  dell'accesso  ali' Adriatico  e  decideva  di  dislocarvi  per
              un certo tempo una forza  da battaglia considerevole (le  corazzate Cavoul;  Cesare,
              Duilio,  Doria e Dante) e comunque tenervi permanentemente uno stazionario allo
              scopo di "mostrar bandiera" anche in presenza di preponderanti forze navali francesi.
                  Terminato il conflitto i diplomatici ripresero le trattative per la delimitazione
              dei  confini  tra  Grecia  ed  Albania,  la  nuova  "Conferenza  degli  Ambasciatori"
              stabilì  di  costituire  una  "Commissione  Internazionale  per  la  delimitazione  delle
              frontiere dell'Albania" ed affidarne la presidenza ad un italiano. Per questo incarico
              fu  prescelto il  maggior generale Enrico Tellini.
                  Si  trattava  di  un  brillante  ufficiale  proveniente  dall'artiglieria,  titolato  alla
              Scuola  di  guerra  di  Torino  e  transitato  nel  Corpo  di  Stato  Maggiore  nel  1903.
              Aveva dato ottime prove di sé in Libia, meritando la Croce di Cavaliere dell'Ordine
              Militare  di  Savoia,  aveva svolto il  delicato  compito di  addetto militare a Vielma
              nel  1914 e ricevuto una promozione al  merito di guerra e una medaglia d'argento
              combattendo sul  fronte italiano.  Dal giugno all'agosto del 1920 aveva comandato
              la  Brigata Piacenza in Albania, di  cui quindi conosceva bene la situazione interna.
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